Restyling piscina Vitale? Il 2026 anno decisivo

Da simbolo dell’incuria a speranza di rinascita. Sportiva, urbana, sociale. Questo l’ambizioso progetto di riqualificazione della Piscina Simone Vitale, e di tutta l’area esterna che circonda l’impianto sportivo dedicato alla memoria del compianto pallanuotista scomparso tragicamente nel maggio del ’99. Se la notizia dell’affidamento “lampo” dei lavori per il restyling della struttura sita sul lungomare cittadino era cosa nota, (il cantiere dovrà necessariamente partire entro Natale per non perdere i fondi di 1,3 milioni di euro ottenuti da Sport e Periferie, entro fine mese l’affidamento dei lavori), ora si conosce anche la nuova vita che l’intervento dovrà conferire alla zona. Sparirà la piscina esterna, da anni abbandonata dopo poche estati al servizio dei bagnanti, che sarà opportunamente coperta e rimpiazzata da due campi di bocce. Non sarà l’unico playground a sorgere all’interno dell’impianto sorto negli anni ’80, alle loro spalle vedrà infatti la luce un campo di badminton, mentre dall’altra parte della piscina (proprio dove ora si trova una voragine piuttosto significativa), sarà installata una parete per l’arrampicata sportiva. Spazio poi a tutti gli interventi necessari, e invocati da tempo dalle diverse società sportive salernitane di casa alla Vitale, per riqualificare un impianto fatiscente la cui usura è ritenuta uno degli aspetti più critici. Deterioramento, corrosione, funzionalità compromesse, le principali problematiche emerse (e in ogni caso note da anni), specie dopo la tromba d’aria abbattutasi sulla struttura nel 2020, e diventate ancora più spinose dopo una verifica risalente al 2024, con peggioramenti che superano anche il 20%. L’esposizione agli agenti marini, oltre che atmosferici, renderà necessaria infatti la sostituzione del telo di copertura della tensostruttura, che sarà rivestita con una speciale membrana tessile in PVC, mentre la base sarà ricoperta con vernici antiruggine e smalti protettivi. Spazio, infine, ai tanti interventi per salvaguardare le caratteristiche di un’opera ai minimi normativi, anche dal punto di vista igienico (il caso di salmonella riscontato in passato resta una delle pagine più tristi della struttura). Il restyling vedrà infatti il rinnovo degli impianti tecnici, a partire dall’UTA (unità di trattamento aria), che pure numerosi grattacapi ha creato alle diverse squadre di pallanuoto costrette a traslocare fuori città a causa dell’eccessiva umidità e nebbia createsi all’interno della struttura. Vedranno la luce anche un sistema di videosorveglianza potenziato, impianto idrico negli spogliatoi, sistema di illuminazione interna (a LED), e diversi interventi volti a migliorare efficientamento energetico fino a un risparmio del 60%. Impianto fotovoltaico, produzione di acqua sanitaria con pannelli solari-termici, impianto di recupero acque meteoriche, e un impianto di gestione demotica di irrigazione e illuminazione. Questo il progetto emerso dalla relazione richiesta dal Comune di Salerno e curata dall’Ingegnere Sergio Landi, nella speranza che un simbolo di degrado, mai oggetto di un intervento manutentivo degno di tale nome, possa diventare una speranza di rinascita per tutta l’impiantistica sportiva cittadina.

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