Collegialità di governo, protagonismo delle forze politiche e non dei singoli consiglieri, campioni di preferenze o meno. Si apre così, ufficialmente, la stagione di Roberto Fico alla guida della Campania: con una quiete ostentata sulle regole del Campo largo che però non può nascondere la tempesta che – per molti versi – si è già manifestata e non si è ancora dissipata. Davanti al Tribunale di Napoli, nel giorno della proclamazione, il neo governatore afferra la scena dettando la linea: «Il mio primo ringraziamento va ai cittadini. Dobbiamo seguire il faro dell’etica pubblica in ogni scelta, nomina e procedimento». Una bussola che intreccia con l’impegno a «coinvolgere associazioni, lavoratori, forze civiche» e a dare voce «alle persone più ai margini» perché solo così «si potrà davvero parlare di giustizia sociale e ambiente». Poi la puntualizzazione più attesa: nella sua squadra non entreranno consiglieri eletti né candidati non eletti in attesa di subentro. «Il Consiglio regionale fa le leggi e lì si fortifica la rappresentanza dei partiti» ribadisce Fico. «Non c’è un clima teso. C’è molta responsabilità nel fare bene le cose». Scelta di principio che non esclude la presenza di assessori politici: «Le forze della coalizione li proporranno, troveremo l’equilibrio migliore per amministrare la Campania al meglio». Sui tempi non si sbilancia: «Nessuna scadenza. Lavoriamo sulla qualità e sul protagonismo delle forze politiche». Dalla cerimonia d’insediamento Fico si sposta poi a Caserta, alla presentazione del dossier Caritas sulla povertà in Campania. Qui delinea il nucleo sociale della sua agenda: un «minimo di reddito per tutti» e un vero piano casa con alloggi popolari «gestiti nel migliore dei modi». «La lotta alla povertà e alle diseguaglianze sarà una priorità assoluta. Tra cinque anni dovremo garantire una vera inversione di tendenza». Capitolo sanità. «È la grandissima priorità» chiarisce. «Dobbiamo implementare la medicina territoriale, la telemedicina, facilitare l’accesso alle cure. Gli ospedali devono tornare a fare gli ospedali». Non manca un’apertura ai privati: «Un’alleanza virtuosa è possibile. Il pubblico deve però guidare la partita». La nuova stagione a trazione pentastellata – e con la regia del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi – parte anche dalle battaglie identitarie. «Continueremo a combattere l’autonomia differenziata. Danneggia i cittadini campani, i cittadini del Sud e indebolisce la Repubblica». E su un tema che, nei numeri e nelle percezioni, pesa quanto e più degli altri, Fico non si nasconde: «I dati sulla corruzione sono preoccupanti. È un atto vile che colpisce i cittadini. Dobbiamo combatterla. In tutti i modi».

