Qualità della vita, la Campania arranca in fondo alla classifica

Una crisi economica strisciante, con una crescita prossima allo zero e il potere d’acquisto reale dei salari tra i peggiori d’Europa, e un inverno demografico che non lascia intravedere alcuna inversione di tendenza sono i due principali fattori che caratterizzano la vita del Paese, tuttavia il loro impatto sui territori è estremamente diversificato. Ultima conferma delle profonde divisioni che caratterizzano la Penisola arriva dalla fotografia scattata dal rapporto sulla qualità della vita nelle province italiane pubblicato da Il Sole 24 Ore: a guidare la classifica ci sono Trento e Bolzano, entrambe in crescita di una posizione, seguite da Udine. Per scorgere la prima provincia meridionale è necessario scorrere la classifica fino alla 67ª posizione, dove si trova Bari.
Solo nove posizioni dopo appare la prima provincia campana, quella di Benevento; a seguire c’è Avellino, attestata al 77° posto. Per trovare traccia delle tre province più popolose della Campania occorre, però, scendere verso il fondo classifica: qui, al 90° posto c’è Salerno, mentre Caserta è solo al 101° e Napoli è addirittura quart’ultima in 104ª posizione. Un posizionamento che, seppur con lievi modifiche, non si discosta significativamente da quello dello scorso anno: nella classifica 2025 Napoli e Salerno guadagnano due posizioni, Benevento e Caserta restano lì dove si trovavano, peggio di tutti fa Avellino, che perde ben quattro posizioni rispetto a dodici mesi fa.
Su tutto ci sono i 156.3 punto che separano Trento dalla prima delle campane: uno scarto che testimonia del ritardo che ancora caratterizza una delle principali regioni del Mezzogiorno in settori strategici come la qualità dei servizi offerti ai cittadini, la ricchezza e la dinamicità dell’economia, le occasioni di crescita culturale. Sono sei, infatti, le macroaree che concorrono alla formazione della classifica generale: ricchezza e consumi; affari e lavoro; demografia, società e salute; ambiente e servizi; giustizia e sicurezza; cultura e tempo libero. In tutti questi settori, salvo qualche eccezione, le province campane occupano la parte bassa della classifica, con dati decisamente preoccupanti in particolare per il Napoletano.
Che la crisi economico-sociale lo conferma – se mai ve ne fosse bisogno – il risultato ottenuto dalle due province più popolose della Campania nel settore “ricchezza e consumi”: Napoli è penultima in 106ª posizione, preceduta da Salerno in 105ª. In coda anche Caserta al 93° posto, leggermente meglio fanno Benevento, 83°, ed Avellino al 77°. Per quel che riguarda Napoli da sottolineare come questa sia la provincia con il maggior numero di famiglie con Isee basso, mentre sia terzultima per pensioni con assegno minimo.
Risultati leggermente migliori sul versante “affari e lavoro”, dove le province campane si piazzano in un’area compresa tra l’81° posto di Avellino – la migliore – e il 94° di Caserta. Anche in questo caso Napoli è la provincia con i peggiori indicatori: il Napoletano è al 106° posto per imprese in stato di fallimento, al 104° per tasso di disoccupazione e al 105° per tasso di mancata partecipazione al lavoro.
È nel settore “demografia, società e salute” che si consuma il vero disastro per Napoli e provincia: in termini assoluti il Napoletano si colloca al 97° posto, ma è l’ultima provincia italiana per aspettativa di vita – 81,4 anni -, ultima per tasso di mortalità per tumore ogni 10mila abitanti (Caserta è al 103° posto), terzultima per emigrazioni. Numeri che disegnano un quadro estremamente preoccupante.
A prevalere sono le criticità anche nella sezione “ambiente e servizi”, con l’unica eccezione di Benevento: la provincia è al 63° posto a livello nazionale, seconda per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Male le altre campane: Caserta è 106ª, Napoli 101ª, Salerno 97ª; molto meglio fa Avellino, che si piazza al 71° posto.
Situazione decisamente migliore per quel che riguarda la sicurezza: se Napoli è al 99° posto, Benevento ed Avellino sono in ottima posizione – rispettivamente al 15° ed al 23° posto – mentre Salerno è in 66ª posizione.
È una regione divisa in due quella vista attraverso la lente dell’offerta culturale: se Napoli e Salerno veleggiano nella zona centrale della classifica, Benevento è al 79° posto, ma Avellino e Caserta scivolano verso la cosa, occupando l’89ª e la 100ª posizione. Caserta, del resto, è al 104° posto per quel che riguarda la diffusione di quotidiani e periodici.

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