Programma e identikit di De Luca, ma il Pd non riesce a farne il nome

C’è un assente più presente di tutti all’assemblea che vede il passaggio di testimone tra Enzo Luciano e Giovanni Coscia alla guida della segreteria provinciale del Pd: Vincenzo De Luca. È lui il convitato di pietra che condiziona e condizionerà le mosse del partito in occasione delle prossime elezioni amministrative di maggio, in un gioco di equilibri che va ben oltre Salerno, coinvolgendo – almeno in Campania – le sorti della coalizione che a novembre ha portato alla vittoria di Roberto Fico e che nella primavera del prossimo anno dovrebbe scendere in campo per contendere al centrodestra la guida del Paese. Senza dimenticare le amministrative della primavera 2027, appuntamento che riguarderà numerosi comuni, tra cui Benevento.
Legittimo, dunque, attendersi che l’assemblea di ieri fosse anche un momento per rendere noto l’orientamento del Pd salernitano sulla candidatura De Luca – ormai ufficializzata di fatto dall’ex governatore, già in piena campagna elettorale – e sulla possibilità di dar vita anche in città al Campo Largo, così come richiesto a gran voce dai vertici nazionali dem. Il nome dell’ex governatore, invece, resta confinato nel non detto, mentre la sua candidatura viene considerata una possibilità tra tante.
Eppure dalla parole del neosegretario provinciale Giovanni Coscia e da quelle del segretario regionale viene fuori un quadro che, guarda caso, va a coincidere in maniera estata con il possibile ritorno di De Luca senior a Palazzo di Città. Se, infatti, l’esigenza è quella di dare continuità all’azione amministrativa nei comuni già guidati dal centrosinistra, a Salerno chi meglio di Vincenzo De Luca che da ormai un trentennio della la linea politico-amminstrativa?
Se la prima sfida «è quella di aggregare e crescere come partito, nel capoluogo e non solo», come sottolinea il neosegretario provinciale, è pur vero che il Pd è aperto a ragionare con tutti «con l’obiettivo di proseguire in un trend positivo per la città di Salerno». E mentre proliferano «campi larghi, campi stretti e campi stretti», alla fine Coscia non può fare a meno di sottolineare come De Luca sia un punto di partenza su cui costruire.
Con buona pace della pregiudiziale sul nome dell’ex governatore avanzata nelle scorse settimane dal Movimento 5 Stelle e da altre forze di centrosinistra, parte delle quali già slittate verso la coalizione deluchiana.
La continuità è la chiave di volta di ogni ragionamento politico anche per il segretario regionale dem, Piero De Luca: «A Salerno – dice – l’obiettivo prioritario consolidare il lavoro fatto in questi anni, i progetti che sono in corso. C’è un lavoro che dobbiamo rilanciare e portare avanti».
Temi su cui il Pd è pronto a ragionare con gli alleati ma su cui – par di capire – non sono possibili passi indietro. L’obiettivo, sottolinea De Luca iunior, resta quello di «tenere unita la coalizione con cui abbiamo vinto le regionali, ma senza tornare indietro laddove ci sono progetti di sviluppo avviati in questi anni. L’obiettivo è allargare, ma non smontare quel che di buono è stato fatto nei comuni dove abbiamo governato».
Infine una battuta sull’ex governatore: «Vincenzo De Luca è uno dei migliori amministratori d’Italia, se e quando ci sarà la disponibilità ad una candidatura la valuteremo».
Insomma, per il Pd la candidatura di Vincenzo De Luca non è sul tavolo, però programma per la città di Salerno e identikit del candidato sindaco combaciano alla perfezione con il ritratto dell’ex governatore. Ovviamente è solo una coincidenza.
Con buona pace del Movimento 5 Stelle e delle altre forze di centrosinistra che hanno avviato il confronto in vista delle amministrative partendo da una pregiudiziale sul nome di Vincenzo De Luca.

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