Dalle elezioni regionali al referendum sulla riforma della giustizia, la politica italiana sembra vivere un momento di particolare vivacità, complice anche il traguardo – meno lontano di quanto possa in un primi momento apparire – delle elezioni politiche del 2027. E proprio in questa prospettiva si inserisce il tentativo di reintrodurre il voto di preferenza. Iniziativa di cui si è fatta alfiere Progetto Civico Italia, come spiega Vincenzo Inverso, coordinatore provinciale di Salerno del movimento.
Quali valutazioni politiche sono alla base di questa campagna per il voto di preferenza?
«Considerato che il sistema delle liste bloccate riduce drasticamente il rapporto diretto tra eletto ed elettore, indebolendo – di fatto – la democrazia rappresentativa, cui si richiamano in primis l’articolo 1 e 48 della Costituzione, riteniamo che sia urgente e necessario promuovere una riforma della legge elettorale che restituisca ai cittadini il pieno diritto di scegliere i propri rappresentanti (come accade già oggi per i Comuni, le Regioni e ci auguriamo presto per le Province) anche per la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica».
In particolare state chiedendo alle amministrazioni comunali di adottare atti di indirizzo in tal senso, perché?
«I Comuni, quali primarie istituzioni di prossimità, hanno il dovere di farsi portavoce delle istanze dei cittadini presso il Parlamento e il Governo. Da qui, attraverso i nostri Consiglieri Comunali, la nostra proposta di mozione “volta alla richiesta di modifica della legge elettorale nazionale’ senza dimenticare il grande lavoro fatto in tal senso dall’avvocato Guglielmo Scarlato con la sua associazione in provincia di Salerno».
Tra i motivi che, sull’onda lunga di Tangentopoli, portarono all’eliminazione delle preferenze vi fu la tesi secondo cui queste favorissero il voto clientelare, in particolare al Mezzogiorno. Come replicare a questa tesi?
«Innanzitutto il Mezzogiorno non è più quello di una volta. L’emancipazione della nostra società anche attraverso gli strumenti delle nuove tecnologie hanno formato una nuova opinione pubblica, più libera e più matura. Che, piuttosto, non vota, pur di non cedere al potentato di turno. Per cui credo che, in questo determinato momento storico, il danno più grande alla partecipazione politica, così come all’esercizio del voto, sia determinato a livello nazionale proprio da questo sistema bloccato delle cose».
Che risposta state incontrando in Campania su questa iniziativa?
«Come Progetto Civico Italia, abbiamo presentato attraverso i nostri consiglieri comunali, la mozione al Comune di Battipaglia, a Olevano Sul Tusciano, ad Angri, ma tanti altri amministratori, anche non ancora aderenti al nostro nuovo progetto politico, ci stanno chiamando per far propria la mozione nei loro comuni di appartenenza».
Cambiamo per un momento prospettiva: a breve a Salerno si voterà per il rinnovo dell’amministrazione provinciale, che posizione ha Progetto Civico Italia?
«Nel merito delle provinciali voglio subito sgomberare il campo da un equivoco. La lista “Civica in rete” formata da candidati del Movimento 5 Stelle, Azione e Casa Riformista non è la lista di Progetto Civico Italia in provincia di Salerno. Politicamente noi esistiamo per cambiare davvero. Quindi non possiamo continuare ad alimentare in nessuno modo degli esempi sbagliati. Come mettersi tutti insieme all’ultimo minuto alla vigilia del voto, solo per puro calcolo elettorale. Per un seggio che se sarà…sarà “vuoto”. Vuoto di contenuti, ma soprattutto vuoto di una visione e di un progetto politico serio e credibile per il bene comune, per il futuro del proprio territorio e del nostro Paese.
Questo modus operandi continua ad allontanare le migliori risorse dalla politica e i cittadini dalle urne. Noi sommessamente vogliamo e stiamo costruendo (senza ansie da prestazioni elettorali improbabili) innanzitutto nuova e buona politica dal basso, attraverso le buone pratiche e un percorso di adesioni , per forma e contenuto, serie e credibili, ad ogni livello di partecipazione politica».

