Orientata a destra, non pregiudizialmente antirussa, critica su numerosi dossier dell’Unione Europea: questo il ritratto in pillole della coalizione di governo che ha preso forma ieri a Praga. Nessuna sorpresa sulla composizione della maggioranza chiamata a sostenere il futuro governo Babis: accanto ad Azione dei cittadini insoddisfatti (Ano) – il partito del futuro primo ministro – ci sono Libertà e democrazia diretta (Spd) e Motoristé. La coalizione può contare su 108 seggi su 200.
Piena intesa sui ruoli di governo – salvo sorprese, il leader Spd Tomio Okamura sarà eletto domani presidente della Camera – e sui principali punti politico-programmatici. Primo obiettivo, ha sottolineato Andrej Babis, evitare l’esercizio provvisorio di bilancio.
Quanto all’azione del futuro governo, essa sarà incentrata in via prioritaria sulla riduzione della pressione fiscale per famiglie e imprese, compatibilmente con le capacità di bilancio; sul rafforzamento dei poteri di polizia e giustizia contro criminalità e immigrazione illegale; sul sostegno all’edilizia e all’accesso alla casa; sull’offerta di energia a costi competitivi per l’industria.
Quest’ultimo punto lascia già intravedere all’orizzonte uno dei probabili punti di frizione con la Commissione Von der Leyen: la richiesta di revisione degli obiettivi di politica ambientale, giudicati estremamente penalizzanti ed onerosi per famiglie ed imprese. Ma quasi certamente non sarà questo l’unico terreno di scontro: già si profila all’orizzonte un asse con Budapest e Bratislava per contrastare la politica di sostegno militare ed economico attuata dall’Unione Europea a favore dell’Ucraina e sui tempi del possibile ingresso di Kiev nella Ue.

