Una giornata particolare. Frenetica, convulsa, intensa. E d’altronde, con cinque operazioni complessive portate a termine tra entrate e uscite difficilmente poteva essere altrimenti. La Salernitana torna a cambiar faccia, ancora una volta, ancora a pochi giorni dall’inizio del campionato e a stagione già iniziata, ancora una volta nel tentativo di completare in extremis quanto (non) fatto in precedenza. Ai saluti due senatori dello spogliatoio, Franco Ferrari e Galo Capomaggio, sacrifici necessari per sbloccare il tris d’acquisti nella speranza che dalle cessioni dei calciatori fuori dai piani (Berra, Ghiglione e Varone) possano pervenire le risorse per un quarto colpo in chiusura di mercato. Se il mediano argentino approda allo Spezia (prestito con obbligo di riscatto fissato a 150mila euro), l’uscita del Loco, conteso tra Guidonia e Casarano, ha rallentato le operazioni, al pari di qualche problema di natura burocratica per suggellare l’ingaggio di Mattia Vitale.
Nessuna risoluzione consensuale con il Vicenza, ma trasferimento a titolo definitivo e contratto fino al 2028 con rinnovo per un’ulteriore stagione al verificarsi di determinate condizioni per il centrocampista emiliano che può conferire qualità e tecnica alla mediana granata. Attesa rovente sotto il sole, nessuna dichiarazione da parte della punta argentina, che alla fine ha accettato la corte del team laziale (liberando, oltre al secondo ingaggio pesante altri 70mila euro). Il suo procuratore, Mariano Grimaldi, cura anche gli interessi di Eugenio D’Ursi, che dopo una lunghissima anticamera ieri si è recato in sede per firmare l’accordo che lo legherà ai granata per i prossimi due anni. Le due uscite sono servite a racimolare i 100mila euro da versare al Sorrento, per lui contratto di due anni e tutta la voglia di provare a replicare con l’ippocampo sul petto quanto fatto nella scorsa stagione (15 gol). A chiusura del cerchio, l’ingaggio dello svincolato Marco Capuano, pure da tempo bloccato dal direttore sportivo Daniele Faggiano. Il 34enne difensore arrivato a parametro zero dopo il fallimento della Ternana porterà esperienza e personalità in difesa, già domenica sera era a cena, in compagnia di Vitale, con il tecnico Cosmi e con lo stesso ds Faggiano (contratto annuale con opzione). Che d’ora in poi, proverà a regalare almeno un altro colpo di spessore fino alla chiusura del mercato, uno tra Coda, Djuric e Gondo per l’attacco, mentre il sogno proibito si chiama Maita, faro della mediana del Benevento. Occhi anche alla candidatura di Maistro. Se Heinz dovesse riportare infortuni seri, sarà necessario pensare ad un altro innesto anche in difesa, a patto di non reintegrare in rosa Berra.

