Acque agitate all’interno della maggioranza che a Bruxelles sostiene la commissione guidata da Ursula Von der Leyen: la convicenza tra Socialisti, Renew e Verdi da un lato e Popolari dall’altro si fa sempre più difficile. Anche perché questi ultimi in più di un’occasione recentemente hanno votato insieme ai gruppi di destra, spaccando di fatto la coalizione.
Nel corso della settimana che si sta chiudendo a far esplodere i malumori di centristi e sinistre è stato. in particolare, il voto dei Popolari in occasione della Conferenza dei presidenti. In quella occasione il calendario dei lavori prevedeva discussione e voto su un argomento politicamente sensibile: l’invio di una missione parlamentare in Italia proposta dal gruppo di monitoraggio sullo stato di diritto della commissione Libertà civili del Parlamento europeo.
La missione avrebbe dovuto svolgersi entro la fine dell’anno, ma è stata cancellata a seguito del voto contrario dei Popolari e dei Conservatori, cui si sono unite le destre dei Patrioti e di Europa delle Nazioni Sovrane.
Una convergenza, quella tra Popolari e destre, che si è ripetuta anche nel voto che ha rinviato alla plenaria la decisione di avviare un’azione legale contro la Commissione europea per aver ritirato il dossier sulla riforma dei brevetti. E che pochi giorni prima era stata decisiva per modificare alcune disposizioni in materia ambientale.
Quanto basta, in fin dei conti, per creare un caso politico. E provocare la reazione indispettita delle forze di sinistra che denunciano la sempre maggior frequenza con cui Popolari e destre si ritrovano a votare insieme. Una nuova grana per Ursula Von Der Leyen.

