Poggioreale, la denuncia del garante: “è una bomba”

NAPOLI – «Si continua a morire di carcere e in carcere». La denuncia arriva dal garante campano delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello, dopo l’ultimo caso di decesso, ieri a Poggioreale. Una morte, quella del ventisettenne gambiano, Konte Allhaje, sulla quale da più parti si chiede di fare chiarezza. Anche i senatori di Avs, De Cristofaro e Cucchi hanno presentano un’interrogazione parlamentare ai ministri Nordio e Schillaci perché «siano accertate subito tutte le responsabilità», dall’assistenza sanitaria ricevuta ai protocolli di isolamento fino alle condizioni igieniche della struttura. Ieri il sopralluogo del garante nel carcere di Poggioreale «è una bomba ad orologeria» denuncia. Con il garante che ricostruisce la storia del detenuto in carcere dall’ottobre 2024 e trasferito da Poggioreale prima al Cardarelli, il 30 settembre scorso, e poi al Cotugno, il 3 ottobre, per una grave forma di tubercolosi, dove poi è deceduto. «A Poggioreale – continua il garante – dall’inizio dell’anno si sono verificati due suicidi, 25 tentativi di suicidio, 202 atti di autolesionismo, tre decessi per cause da accertare e nove per cause naturali. Per la morte di Allhaje il magistrato ha disposto l’autopsia per comprovare il motivo del decesso. Nella nottata di oggi, (ieri per chi legge, ndr) sempre a Poggioreale, un detenuto italiano di 41 anni è deceduto per cause ancora da accertare. La salma è stata trasferita, nell’obitorio del Secondo Policlinico di Napoli, per l’autopsia». Ieri il sopralluogo nel carcere di Poggioreale, dove, il sovraffollamento è pari al 139%. Nel carcere, spiega ci sono «2.165 detenuti» su un totale regionale di «7.713, con un indice di sovraffollamento pari al 139%». Carceri affollate, ma anche pessime condizioni igieniche, segnala Ciambriello, e non solo. «Pessime condizioni igieniche e di sicurezza, sottodimensionato il personale penitenziario e le figure socioeducative, scarsa assistenza sanitaria» e visite sanitarie che «saltano per mancanza di scorta». Nei racconti del garante tante storie di bisogni: dalle trasfusioni di sangue agli interventi chirurgici «saltati proprio per mancanza di scorta». Lancia l’allarme, il garante. «Il carcere è un buco nero. Il carcere è una bomba ad orologeria. La politica tace, fa solo passerelle! Chi deve intervenire? Ma mi auguro che possa intervenire al più presto la Procura di Napoli e la Magistratura di Sorveglianza, oltre all’ Asl».

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