Passaggio al Borgo – Laurino

di Enzo Landolfi*

“I comignoli hanno rivoli gioiosi”. Molto mi piacerebbe prendermi il merito di questa emozione tradotta in parola, ma per onestà devo confessare di averla preso in prestito dalla poetessa Angela Furcas. Laurino dunque, immersa nel fiammeggiare dei colori d’autunno, nel profumo di legna dei primi camini, nell’andirivieni dagli oliveti dove è tempo di raccolta, è uno di quei tanti borghi del Cilento interno, intimo, talvolta indecifrabile sconosciuto ai frequentatori dele marine, al congestionato flusso turistico pestano. Un turista più esigente e meno superficiale potrà invece addentrarvisi con curiosità e senza pregiudizi alla ricerca della realtà “altre”, profondamente caratteristiche e caratterizzate dalle loro tradizioni e dalla loro storia. Prendete quella del fario del duca in bilico tra leggenda e realtà. Cominciamo col dire che la fario è la trota tipica del fiume Calore. Orbene, narra la legenda, che un contadino pescò dal fiume una grossa trota che, invece di regalarla al duca, portò alla moglie perché la cucinasse e la donna la fece bollire. Implacabile cadde sul capo del rio contadino la punizione del duca, per il quale la colpa più grave non era stata tanto il mancato omaggio della trota, quanto l’inqualificabile preparazione. La storia riferisce, invece, di una rivolta popolare contro il duca che aveva destinato molti terreni da una riserva di caccia per la casa Borbone e contro l’esercizio dello “Jus primae noctis” che il duca imponeva alle giovani spose. Nell’intreccio di storia e leggenda emerge la figura del duca, il che significa che, essendo un ducato Laurino ed i paesi vicini, che del ducato facevano parte come “casali”, fu una città regia non feudale. Il paese presenta tracce di insediamenti preistorici databili a circa tremila anni fa. Centro fortificato sannitico nel 180 a.C., Laurino fu poi conquistato da Roma. I resti fi una storia gloriosa costellano il paese, dove è possibile molte dimore patrizie, monasteri e chiese, di cui la più importante è la Collegiata di Santa Maria Maggiore, sede vescovile, nella quale si tenne un importante sinodo nell’anno 1648. L‘anno della pace di Westfalia, che pose fine alla guerra dei trent’anni ed alle guerre di religione fra cattolici e protestanti. Concludo, scrivendo, che Laurino è uno dei più suggestivi borghi dell’Alto Calore.

*borgologo

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