SALERNO – “La Salernitana è favorita. Per esperienza e tasso tecnico, ma guai a dar per scontato un derby”. Parola di Pasquale Viscido, calciatore salernitano doc con un passato anche nella Cavese, ma soprattutto protagonista di tanti incontri a cavallo degli anni ’80, uno dei decenni con più sfide tra granata e metelliani. “La chiusura del settore ospiti mi sembra uno schiaffo al calcio, specie pensando a quelle partite oggi mi sembra assurdo.
Non capisco perché a Roma, Genova e altrove i derby si giocano con entrambe le tifoserie sugli spalti”. Viscido sfoglia poi l’album dei ricordi. “La prima gara con la Cavese risale a una vittoria in trasferta decisa da un gol di Messina, su uno schema preparato sugli sviluppi di un corner. Io attaccai il primo palo e spizzai la palla per un assist vincente”. Qualche anno dopo il terzino sinistro vestirà proprio la maglia bluefoncé. “Quella scelta rappresentava soprattutto la possibilità di giocare in serie B, era un’occasione cui non si poteva dire di no, per noi che eravamo professionisti prima che tifosi. Fu un salto importante per me, e devo dire che fui accolto molto bene, c’era qualcuno che affettuosamente mi ribattezzava “pisciaiuolo”, ma era goliardia. E poi a Cava de’ Tirreni chiedono impegno e sudore per la maglia, al di là delle proprie origini, mi sono fatto volere bene anche per quello. Si parla tanto di odio, ma questa parola non mi appartiene, e non dovrebbe appartenere nemmeno le due città o le tifoserie. Va bene la rivalità, il sano sfottò, sono sacrosanti, ma senza mai andare oltre”. Spazio poi a un bilancio sull’inizio di stagione della Salernitana. “E’ un avvio più che positivo, certo ora bisogna riprendere a vincere e ritrovare entusiasmo dopo un ko un po’ sfortunato e un pareggio, ma si deve anche ammettere che forse in precedenza avevamo raccolto un po’ in più di quanto meritato. Non mi aspettavo una partenza così decisa, specie considerando il mercato fermo e i diversi calciatori arrivati all’ultimo a tutto, con una condizione ancora non al top”.

