Pari con gol annullati ed episodi molto dubbi: che rabbia Napoli!

Pari amarissimo. La prima dell’anno al Maradona per il Napoli si trasforma nel più classico degli scivoloni. Tra gol annullati, episodi dubbi e una rosa ridotta all’osso, la squadra partenopea rimonta sul 2-2 l’Hellas Verona e tira il freno proprio nella tappa che anticipa lo scontro diretto con l’Inter di domenica sera. Un colpo pesantissimo per la classifica e per il morale della squadra partenopea, costretta a rincorrere nel cuore del primo tempo il doppio vantaggio degli scaligeri viziato dall’episodio molto contestato del penalty concesso dopo revisione al Var e trasformato da Orban. Il Napoli manca la cinquina, si stoppa sul più bello ma soprattutto fa i conti con i segni della stanchezza, evidenti nella condizione fisica dei protagonisti. Non bastano i lampi di McTominay e Di Lorenzo, il cuore gettato oltre l’ostacolo nel gelo del Maradona. Anche perché dagli uomini più attesi (Lang prima e poi Lucca) continuano a non arrivare gli indizi sperati. Ed il mercato deve fare i conti con l’obbligo del “saldo zero” che pesa come un macigno.Conte ne cambia solo tre rispetto alla prova con la Lazio. Pesantissima è la defezione di Neres. Al suo posto c’è Lang, mentre Gutierrez e Buongiorno danno respiro a Spinazzola e Juan Jesus. Il Napoli approccia con la cattiveria giusta, quella che manca ad Elmas nel bucare Montipò sul primo palo (7’). La partita cambia inerzia al 16’: Bradaric guida il contropiede, Niasse scaraventa un cross teso in area che Frese di tacco corregge in rete ammutolendo il Maradona (16’). Il Napoli fatica a riordinarsi e paga oltremisura l’assestamento: Buongiorno, colpito da Valentini, tocca il pallone con la mano in area. Marchetti, richiamato al Var, decreta il penalty che Orban trasforma (28’). Il Napoli è impietrito, fatica ad accendersi. Ci prova Hojlund che manda alto di testa (34’) mentre la bordata di McTominay trova il corpo di Nunez a cancellare la gioia del gol (42’). La reazione nella ripresa è veemente: Lang sbatte su Montipò (53’) con l’estremo difensore però che si macchia dell’errore che consente a McTominay di indovinare la deviazione dell’1-2 che sa di colpo di defibrillatore per squadra e stadio che ruggisce (54’). Conte gioca la carta Spinazzola e poi Marianucci, segnale di una panchina ai minimi termini. Hojlund trova il gol del 2-2 ma il Var sanziona il tocco di mano prima della girata in area (75’). Nemmeno un minuto e anche la stoccata di McTominay viene cancellata per fuorigioco (77’). Il gol però arriva: Marianucci premia Di Lorenzo che con una girata di controbalzo beffa Montipò (82’). Il finale è un lungo brivido, con il Maradona che trattiene il fiato sul cucchiaio di Giovane che sfiora l’incrocio (93’). Finisce 2-2, un pari dal sapore di frenata amarissima

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