Pagano-Petrachi, duello a distanza; “Fu esonerato per totale incapacità”

Le accuse al vetriolo dell’ex diesse Gianluca Petrachi non potevano passare sotto traccia, con l’ad granata Umberto Pagano che ha risposto per le rime: “Ricostruzioni fantasiose. Fu necessario esonerarlo per totale incapacità a produrre risultati sportivi”. Siamo forse all’inizio di una vera e propria querelle a distanza? Vedremo se e come ci saranno ulteriori strascichi. Le parole pronunciate ieri da Petrachi hanno “innescato” l’amministratore delegato della Salernitana che nella tarda serata ha vergato la sua ricostruzione dei fatti.
“Pur non essendo avvezzo a replicare a esternazioni rilasciate a mezzo stampa — attività che solitamente lascio a chi sente il bisogno di raccontarsi — nell’interesse della società che rappresento, ritengo di dover intervenire dopo aver ascoltato le sorprendenti dichiarazioni del signor Gianluca Petrachi. Ho ricostruito i fatti con attenzione, nonostante non li abbia vissuti personalmente: forse proprio questa distanza aiuta a vedere con chiarezza ciò che altri tentano di offuscare. Sia chiaro: il vero fallimento non risiede nei numeri fantasiosamente reinterpretati dall’ex direttore ma nelle parole che ha rivolto a una società che, dopo un periodo di sua inattività, ha avuto l’ardire — oggi potremmo chiamarla eccessiva generosità — di affidargli un ruolo chiave. Il risultato? È stato necessario sollevarlo dall’incarico per totale incapacità di produrre risultati sportivi”.
Affondo durissimo quello di Pagano che “bacchetta” Petrachi anche sulla trattativa intavolata dagli americani di Brera. “Mi aveva scelto Brera Holdings – ha dichiarato Petrachi – e non la proprietà poi rimasta. Mi sono sentito intrappolato. È curioso sentir parlare di trappole da parte di chi, dopo mesi di inattività, ha trovato improvvisamente una società disposta a offrirgli una scrivania, un ruolo, un progetto e persino fiducia”. Così Pagano liquida quella faccenda. E ancora sulle mancate dimissioni dello stesso Petrachi, l’ad colpisce di nuovo e chiude: “È una forma di modestia rara quella di ritenere che il problema potesse apparire qualcun altro. La realtà è che le dimissioni non sono arrivate non per delicate ragioni di immagine ma per una più semplice — e comprensibile — attenzione agli aspetti economici. Del resto, il coraggio è virtù: non è obbligatorio possederla. In conclusione, la vera sconfitta non è l’epilogo dell’esperienza a Salerno ma il racconto distorto che oggi si tenta di costruire. Un racconto che, oltre a essere poco credibile, ha un difetto fatale: rivela più su chi lo pronuncia che sulla società a cui è rivolto. Per quanto mi riguarda, non nutro alcun rancore: semplicemente ritengo che in certi casi la soluzione migliore sarebbe accettare la realtà dei fatti, riconoscere i propri limiti e, con un pizzico di dignità, ripartire in silenzio. Non tutti ne sono capaci”. Le parole finali di Pagano sono invece per il prossimo match della Bersagliera: “Ora restiamo concentrati sulla partita di sabato: insieme possiamo fare la differenza”.

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