Danilo Iervolino appende nuovamente il cartello “vendesi” all’ippocampo. E lo fa, dopo averlo momentaneamente riposto in soffitta nelle entusiasmanti settimane che hanno caratterizzato il sogno playoff, per interposta persona. Sfumato il sogno serie B, acuito il malcontento della piazza, tocca all’amministratore delegato della Salernitana Umberto Pagano spiegare umori e intenzioni del patron. Il dirigente granata squarcia il velo di silenzio che da mesi ovattava la voce della società. “Credo che il suo ciclo sia arrivato quasi al termine”, ammette il fedelissimo dell’imprenditore di Palma Campania, dopo un muscolare preambolo prima delle domande dei cronisti per ribadire l’impegno (non solo finanziario, del club), e le intenzioni di passare la mano solo a determinate condizioni. “Non andrebbe al primo che capita, la società sarà venduta soltanto a imprenditori che hanno la stessa solidità finanziaria che oggi ha Danilo Iervolino, questo lo diciamo nel rispetto dei tifosi”. Pagano prova a fugare i dubbi sull’immediato futuro della Bersagliera. “Questa eventualità non ci distrarrà dal voler disputare un campionato di vertice, rimarrà l’impegno finché rimarrà questa società, noi partecipiamo a un campionato per giocarci il vertice, la squadra è di livello alto, di prospettiva. Se qualcuno garantirà ciò che oggi garantisce questa proprietà, Iervolino potrebbe cederla anche ad un euro, ma ad oggi non ho trovato un imprenditore disposto a mettere 11 milioni nella casse del club. E se a gennaio saremo in corsa per la vittoria non ci sottrarremo ad alcun investimento”. Proprio le cifre, da buon contabile, sono al centro del suo intervento. “Non accetto che si parli di dismissione, liquidazione, o ridimensionamento, sono termini sbagliati, falsi, pericolosi. Anche se l’inizio sportivo non è stato dei migliori noi ribadiamo l’impegno, come credo si sia visto anche sul mercato. L’anno scorso il monte ingaggi era della quota netta sui 10,7 milioni euro. Quest’anno l’ammontare complessivo è 10,5 milioni, siamo in linea con l’anno scorso. Il costo della stagione per intero sarà di 15 milioni, questo è il budget complessivo nella gestione totale, di cui 4,5 milioni coperti da sponsor, incassi da stadio ed altri ricavi, 11 sono stati messi a disposizione dal proprietario”. Perché, allora, a fronte di tante risorse irrorate, il cammino sportivo resta avaro di soddisfazioni? “Potevamo iniziare in maniera ben diversa, ma siamo convinti di avere una squadra competitiva, la migliore di tutti e tre i gironi, unità e spirito di gruppo si vedranno nel corso della stagione’”, spiega Pagano, che poi si sofferma sull’ennesima rivoluzione tecnica. “Cosmi e Faggiano hanno dato le adeguate risposte sulle scelte, l’idea iniziale era della continuità, di partire con pochi e mirati acquisti, e per questo abbiamo confermato ds e allenatore, partendo una settimana dopo per il ritiro proprio per avere una squadra completa. Poi le dinamiche di mercato hanno portato dei cambi, forse potevamo fare meglio, ma in tanti ci hanno chiesto di esser venduti, anche Ferrari e Capomaggio, che per noi erano incedibili. Sia chiaro a tutti che noi partecipiamo per giocarci il vertice, la squadra è di livello alto, di prospettiva, concordata con il direttore e con il mister. Non interferiamo nelle scelte sportive, vige un principio di deleghe, vi è un responsabile per ogni settore, la società partecipa alla parte finale della valutazione, ma prima c’è una valutazione tecnica di ds e tecnico, poi si valutano i contratti e il rispetto delle regole finanziarie che ci siamo dati”. Spazio poi alla frizione con parte della tifoseria. “Io ribadisco affetto e apertura, ma soprattutto lo stesso sentimento di delusione, ci aspettavamo tutti di più, posso solo chiedere compattezza ed unione. Non li ho ringraziati per le 70mila presenze nei playoff? Non l’ho fatto pubblicamente, ma ho provato a farlo con i fatti, lavorando al mio massimo: con gli abbonamenti, con il body per i i piccoli tifosi, con l’omaggio a San Matteo. Ci aspettiamo risultati importanti, abbiamo un ottimo allenatore che non è assolutamente in discussione, vogliamo reagire sul campo, il nostro obiettivo resta la partita con il Potenza”. Infine un chiarimento sul rapporto con le istituzioni e sulla mancata cessione a Cristiano Rufini dei mesi scorsi. “Con il Comune di Salerno non c’è stato mai nessuna frattura, anzi dialogo, un rapporto ottimo su tutte le esigenze, nessuna ostruzione. La società in passato è stata al centro di una trattativa, ma il preliminare è stato firmato a determinate condizioni, se dall’altro lato non c’è solidità si parla del nulla. Così come dopo non c’è stata nessun’altra richiesta”.

