La sindaca Francese: «Nessun allarmismo, ma massima prudenza. Subito verifiche strutturali e avanti con il nuovo ospedale»
BATTIPAGLIA – Ci sarebbe già una prima stima del tempo occorrente a tutti gli accertamenti tecnici per rilevare la stabilità della struttura dell’ospedale Santa Maria della Speranza evacuato domenica sera dopo l’allarme lanciato da un tecnico dei vigili del fuoco sulla staticità della struttura. Tre settimane, sarebbe questo il tempo necessario per poter effettuare tutte le verifiche del caso. E intanto sono attesi da questa mattina i tecnici della Regione Campania e dell’Asl di Salerno per iniziare la “radiografia” di un’ala dell’edificio che avrebbe subito alcune lesioni sospette. Quelle piccole lesioni riscontrate in una parete e in alcuni piani inferiori hanno portato alla decisione di trasferire tutti i pazienti. Ieri mattina la sindaca Cecilia Francese ha raggiunto il presidio ospedaliero. «Il percorso è chiaro: sono stati impiantati i sensori per verificare l’ipotesi dello slivellamento di una colonna portante di circa un centimetro, forse legato a una falda acquifera a 60 metri», spiega Francese. «Domani (oggi per chi legge nda) arriverà un esperto strutturale dell’Università. Abbiamo fatto un sopralluogo con il nostro ufficio tecnico e ho messo a disposizione dell’Asl le competenze comunali, abituate a gestire situazioni delicate». Francese torna sul tema del nuovo ospedale, già approvato e inserito nella pianificazione urbanistica: «Più che mai è necessario accelerare i lavori. Ho saputo di una richiesta economica esosa da parte della Provincia per l’area individuata. Non è accettabile: tra enti pubblici ci si deve parlare. Se per il campetto di rugby l’area era gratuita, non capisco questo atteggiamento». La sindaca annuncia un confronto con i vertici provinciali e avverte: «Se necessario, procederò con l’esproprio. Sull’ospedale non si scherza. I battipagliesi non possono essere privati del loro presidio». La direttrice sanitaria del Dea BattipagliaEboliRoccadaspide, Alessandra Piro, ringrazia operatori e comunità: «Abbiamo agito per tutelare la sicurezza di pazienti e lavoratori. Il trasferimento, avvenuto tra domenica sera e la notte, è stato possibile grazie alla collaborazione dei cittadini e alla professionalità del personale». Le attività ambulatoriali sono state temporaneamente spostate nella vicina Casa di Comunità, con il supporto del Distretto 65: «Garantiamo prelievi e visite prenotate. Stiamo dislocando i servizi sull’ospedale di Eboli. Attendiamo le valutazioni tecniche e speriamo di rientrare quanto prima». Il direttore amministrativo dell’Asl Salerno, Primo Sergianni, conferma che la situazione è sotto controllo: «I pazienti sono stati trasferiti principalmente a Eboli e Roccadaspide. I due neonati in incubatrice sono stati portati alla TIN di Nocera. Serviranno alcuni giorni per le verifiche e una decina per una valutazione complessiva». Sergianni ribadisce: «La priorità è la sicurezza. Grande collaborazione da tutti i presidi coinvolti. Il progetto del nuovo ospedale è approvato: sarà moderno e all’avanguardia, ma servono i tempi tecnici». I cittadini vivono con profondo disagio la situazione che si è venuta a creare. Soprattutto se si pensa che ad Eboli, presidio ospedaliero Maria Santissima Addolorata, sono stati bloccati gli interventi chirurgici programmati a causa di continui blackout elettrici. Una sanità a Sud di Salerno che fa acqua da tutte le parti e che lascia intravedere una nube minacciosa all’orizzonte.
Mamma partorisce in pronto soccorso nonostante l’ospedale chiuso
Nel momento più critico per la sanità della Piana del Sele, all’ospedale Santa Maria della Speranza di Battipaglia si è consumata una storia dal lieto fine. Ieri mattina, nel pronto soccorso – unico presidio ancora operativo dopo la chiusura totale dei reparti dovuta alle note criticità strutturali – una donna ha dato alla luce una bambina grazie all’intervento tempestivo del personale sanitario rimasto in servizio. Nonostante la sala parto fosse stata chiusa insieme al resto della struttura, il dirigente medico Ugo Tozzi, primario di Anestesia e Rianimazione del Dea Battipaglia Eboli Roccadaspide, ha autorizzato il suo utilizzo per consentire il parto in condizioni di sicurezza. La notizia è stata diffusa tramite un messaggio sui social, nel quale Tozzi ha espresso gratitudine verso i professionisti che hanno reso possibile l’intervento: i rianimatori Paolo Antonio Landri e Antonio Pisapia, il ginecologo Antonio Pisapia, e tutto il personale del pronto soccorso. Grazie alla loro rapidità e competenza, la neonata è venuta al mondo in piena tutela clinica, nonostante il contesto di emergenza. Terminata la procedura, madre e figlia saranno trasferite all’ospedale di Polla per il monitoraggio e le cure successive. Una nascita che, in un momento di grande difficoltà per il presidio battipagliese, diventa simbolo di dedizione e professionalità.
Cappelli convoca i capigruppo: «Serve un fronte istituzionale unito per affrontare la chiusura dell’ospedale»
La chiusura improvvisa dell’ospedale Santa Maria della Speranza , disposta dall’Asl per le gravi criticità strutturali emerse nei giorni scorsi, apre una fase di forte allarme istituzionale. Il presidente del Consiglio comunale, Angelo Cappelli , ha annunciato la convocazione della Conferenza dei Capigruppo per venerdì alle ore 12:00, chiedendo espressamente la partecipazione della sindaca . Una decisione che punta a mettere attorno allo stesso tavolo tutte le componenti politiche del Consiglio, in un momento che Cappelli definisce «di particolare preoccupazione per la nostra comunità». «La situazione impone un confronto istituzionale – spiega Cappelli – per valutare le iniziative da assumere a tutela del diritto alla salute dei cittadini e per sollecitare ogni azione utile a garantire la continuità dell’assistenza sanitaria e il ripristino, nel più breve tempo possibile, della piena operatività del presidio ospedaliero». Il presidente sottolinea la necessità di un approccio unitario, capace di superare le divisioni politiche in nome dell’interesse collettivo: «In un momento così delicato è fondamentale che tutte le istituzioni operino con responsabilità e in modo unitario, nell’esclusivo interesse dei cittadini di Battipaglia e del territorio». La chiusura totale dell’ospedale, con il trasferimento dei pazienti e la sospensione di quasi tutte le attività assistenziali, ha generato un clima di forte apprensione. La Conferenza dei Capigruppo sarà il primo passaggio istituzionale per definire una strategia comune e chiedere all’Asl tempi certi e interventi immediati. La comunità attende ora segnali concreti, mentre il Consiglio comunale si prepara a un confronto che potrebbe segnare le prossime scelte politiche e amministrative sulla sanità cittadina.


