La sindaca Francese chiama il Dg ASL Sosto e propone un piano alternativo
che lascia inalterata l’operatività per le emergenze-urgenze mentre i lavori procedono
BATTIPAGLIA – L’ospedale Santa Maria della Speranza non è a rischio crollo. Lo attesta la relazione tecnica dell’incaricato che ha eseguito, nei giorni scorsi, i rilievi sulle lesioni che si sono verificate e che hanno portato alla chiusura, precauzionale, e allo sgombero dei pazienti ricoverati. Sarebbe una buona notizia se non fosse che nelle intenzioni dell’Asl c’è anche la chiusura del Pronto Soccorso. Una soluzione per mettere in azione tutti gli interventi di manutenzione straordinaria previsti dal programma di interventi. Ma è una soluzione, questa, che mette a rischio l’utenza che non avrebbe più un Pronto Soccorso attivo sul territorio ma soltanto un punto di smistamento dei pazienti verso altri presìdi. Una soluzione che accelererebbe il processo di ristrutturazione dell’ospedale ma che per quanto possa essere celere sarà sicuramente un periodo troppo lungo lasciando il presìdio sanitario completamente sguarnito. Ma è qui che è intervenuta la sindaca Cecilia Francese che ha proposto un piano alternativo al Direttore Generale Asl Gennaro Sosto. Si tratta di un piano articolato che lascerebbe intatta la piena operatività del Pronto Soccorso. Il nuovo piano è stato sottoposto al Dg Sosto con una telefonata nelle scorse ore intercorsa proprio tra il dirigente ASL e la prima cittadina. Il piano consiste nel lasciare la piena operatività del pronto soccorso consentendo il lavoro al laboratorio di analisi ora ospitato in un reparto al primo piano così come l’operatività di un blocco operatorio, della sala parto e della Radiologia che, ricordiamo, è stata completamente ristrutturata due anni fa e dotata di uno strumento TAC di ultima generazione. A quel punto finire, mancherebbero solo alcuni ritocchi, il laboratorio di analisi che è situato proprio sopra il blocco del Pronto Soccorso e trasferire dalla sede attuale alla nuova il laboratorio. A quel punto si potrebbe procedere ad effettuare i lavori di manutenzione straordinaria previsti per l’intero primo piano. Stessa cosa per il piano interrato dove doveva essere ubicata la Medicina Nucleare. Al secondo piano, dove è situato il reparto di ortopedia è già sgomberato ed è possibile effettuare i lavori compresi quelli del secondo blocco operatorio. Così come è possibile procedere alla ristrutturazione straordinaria del terzo, del quarto, del quinto e del sesto piano. Tutto dipende, ora, dalla interlocuzione tra Comune e ASL per affrontare in maniera veloce e più responsabile il lavoro delle prossime settimane. Tempi che, comunque, restano lunghi. Intanto al Municipio si è svolta la riunione dei capogruppo convocata dal Presidente del Consiglio Comunale Angelo Cappelli proprio con all’ordine del giorno la situazione dell’ospedale Santa Maria della Speranza. Durante l’incontro, sulla base delle interlocuzioni con i vertici dell’ASL Salerno, è stata confermata l’assenza di criticità strutturali dell’attuale edificio. Le verifiche tecniche hanno escluso problematiche di natura idrogeologica e hanno ribadito che il presidio è interessato da interventi di manutenzione straordinaria, avviati con tempestività dall’Azienda sanitaria. I lavori, già in corso, saranno completati nel più breve tempo possibile, così da consentire il rientro graduale di pazienti e personale e il ripristino delle attività cliniche e assistenziali. La conferenza dei capigruppo ha espresso piena condivisione sull’impegno a vigilare sul prosieguo degli interventi, riconoscendo al contempo gli sforzi che l’ASL sta mettendo in campo per garantire una riapertura rapida e in sicurezza. L’obiettivo condiviso è restituire entro i primi giorni di settembre un presidio pienamente operativo alla comunità di Battipaglia e dell’intera Piana del Sele. Capitolo nuovo ospedale. I consiglieri presenti hanno inoltre stigmatizzato le polemiche sorte negli ultimi giorni riguardo alla procedura per l’appalto del Nuovo Ospedale Santa Maria della Speranza, definendole «meramente pretestuose e prive di fondamento». La progettazione e la pianificazione dell’opera – è stato ribadito – poggiano su un quadro vincolistico aggiornato e ufficiale, che ha già superato le fasi tecniche più rilevanti e si avvia alle battute finali.

