Portare nuovi modelli a Pomigliano per rilanciare la produzione dello stabilimento campano e scongiurare, nel contempo, la crisi irreversibile dell’indotto. Questa la richiesta avanzata dal segretario generale della Fiom Cgil Michele De Palma (nella foto), ieri a Napoli per l’assemblea generale dei delegati delle strutture Fiom della Campania. Tra gli argomenti al centro del confronto inevitabile la crisi Stellantis ed i suoi effetti devastanti sul sistema dell’indotto, come evidenziano crisi aziendali come quelle di Standar Cooper e Trasnova.
«A Pomigliano – dice De Palma – purtroppo sta succedendo troppo da troppo tempo. È a rischio in questo momento la produzione industriale dell’automotive nel nostro Paese». Situazione tanto grave da rendere indispensabile un più incisivo intervento da parte del governo: «Siamo molto preoccupati – aggiunge il segretario generale della Fiom – per tutti gli impianti. Per questo abbiamo chiesto alla presidente del consiglio Giorgia Meloni di incontrare il nuovo amministratore delegato e tutte le organizzazioni sindacali, per avere garanzie su impianti e lavoratori».
La strada per superare la crisi è, tuttavia, obbligata e passa per un rilancio della produzione all’interno degli stabilimenti italiani di Stellantis, ad iniziare da Pomigliano e Melfi, attualmente fortemente penalizzati dalla scelta del gruppo di investire su siti di produzione stranieri come quelli in Serbia e Marocco.
«Servono investimenti per rilanciare la produzione – sottolinea De Palma – a partire dagli stabilimenti del Mezzogiorno. L’unica soluzione è attribuire nuovi modelli di auto da poter produrre dentro lo stabilimento. Anche perché bisogna rilanciare le aziende dell’indotto e della componentistica, perché altrimenti a pagare il prezzo non saranno soltanto i lavoratori di Stellantis, ma anche i lavoratori di tutte le aziende che lavorano nei servizi e nella produzione intorno allo stabilimento di Pomigliano».
I prossimi 15 e 17 ottobre, poi, in calendario due incontri finalizzati alla trattativa sul rinnovo del contratto di lavoro.

