SALERNO- «Moderati, ma decisi». È il filo che tiene insieme la candidatura di Maurizio Basso, imprenditore salernitano del settore immobiliare, oggi in campo con Noi Moderati per il Consiglio regionale della Campania. Già candidato sindaco di Salerno, Basso rivendica un approccio pragmatico e concreto alla politica: meno slogan, più contenuti. E soprattutto fatti. Nel suo racconto la parola “moderazione” non è sinonimo di rinuncia bensì di equilibrio e responsabilità. «La Campania» spiega «ha bisogno di una svolta seria e radicata nei territor, capace di rimettere al centro lavoro, impresa e famiglia».
Come nasce la sua candidatura al Consiglio regionale della Campania e perché ha scelto di farlo con Noi Moderati?
«Ho deciso di candidarmi perché credo che la Campania abbia bisogno di una svolta seria, concreta e radicata nel territorio. Noi Moderati è la casa politica di chi vuole costruire senza urlare, di chi mette al centro il lavoro, la famiglia e l’impresa. È un progetto che unisce competenza e pragmatismo. E che dà spazio a chi ha voglia di fare».
Il suo slogan è “moderati, ma decisi”. Cosa significa sul piano politico?
«Significa che non servono estremismi per cambiare le cose. Essere moderati vuol dire avere equilibrio, ma anche il coraggio di prendere decisioni nette. Vuol dire ascoltare, ma anche agire. Essere decisi vuol dire non perdere tempo, non girare intorno ai problemi ma affrontarli con serietà e responsabilità».
La sanità è uno dei temi centrali di questa campagna elettorale. Lei spesso lo cita come simbolo del fallimento regionale dell’amministrazione De Luca. Quali interventi concreti proporrebbe per restituire efficienza e dignità al sistema sanitario campano?
«La sanità campana ha bisogno di tre cose: investimenti, organizzazione e trasparenza. Proporrò un piano straordinario per ridurre le liste d’attesa, valorizzare il personale sanitario e riorganizzare i presidi territoriali. Basta con i viaggi della speranza: ogni cittadino deve potersi curare bene, vicino casa, senza dover aspettare mesi».
Lavoro e giovani: un binomio spesso evocato ma difficile da tradurre in politiche reali. Qual è la sua idea per fermare l’emorragia di competenze e offrire ai ragazzi campani una prospettiva qui e non altrove?
«Dobbiamo smettere di raccontare sogni e iniziare a costruire percorsi. Il reddito di formazione è una proposta del centrodestra concreta: un sostegno economico legato alla formazione professionale che accompagni i giovani verso il lavoro vero. Serve un patto tra imprese, scuole e istituzioni per trattenere i talenti e dare loro una prospettiva qui, in Campania».
Da imprenditore e titolare di un’agenzia immobiliare conosce bene il tessuto economico locale. Cosa servirebbe davvero per rilanciare le piccole e medie imprese e riaccendere il mercato?
«Le piccole e medie imprese sono il cuore pulsante della nostra economia. Servono meno burocrazia, più credito agevolato e incentivi per chi assume. Bisogna creare un ecosistema favorevole all’impresa dove chi investe non venga ostacolato ma sostenuto. E serve una fiscalità regionale più intelligente che premi chi produce e crea lavoro».
Lei è stato candidato a sindaco di Salerno. Che lettura dà oggi della città e del suo ruolo all’interno della Regione?
«Salerno ha grandi potenzialità ma putroppo è ferma. Ha perso centralità, visione e capacità di attrazione. Serve un progetto regionale che la rilanci come polo strategico del Sud valorizzando il porto, l’università, il turismo e l’innovazione. Salerno deve tornare protagonista, non restare ai margini».
Qual è il suo giudizio sugli ultimi dieci anni di governo regionale?
«Dieci anni di promesse non mantenute. La Campania è rimasta indietro su sanità, lavoro, trasporti e ambiente. È mancata una visione, è mancata la capacità di ascoltare i territori. Ora serve un cambio di passo, serve concretezza».
In Campania sta per chiudersi una stagione amministrativa. Secondo lei si chiude anche una stagione politica?
«Sì, si chiude una stagione fatta di slogan e personalismi. È il momento di aprire una nuova fase fatta di contenuti, squadra e responsabilità. La politica deve tornare a essere servizio, non vetrina. E Noi Moderati siamo pronti a guidare questo cambiamento».

