Noi Moderati, Casciello: «Saremo decisivi per la vittoria del centrodestra»

SALERNO – Noi Moderati entra nella competizione regionale per Palazzo Santa Lucia con l’obiettivo dichiarato di esserci, contare e contribuire alla vittoria del centrodestra e del candidato presidente Edmondo Cirielli. A guidare la squadra in Campania è il coordinatore Gigi Casciello, figura di esperienza e profonda conoscenza della politica campana, che suona la carica e indica la rotta: «Portare in alto il nostro simbolo e dare voce ai moderati che credono nella buona politica. Siamo noi la loro casa». Dopo settimane di lavoro sul territorio e di confronto con i territori, Casciello rivendica la solidità del progetto e la qualità delle liste nella convinzione che «la sfida elettorale sarà anche una prova di identità per il centro».
Coordinatore Casciello, Noi Moderati è alla sua prima prova alle elezioni regionali in Campania. Come state affrontando questa sfida?
«Con la determinazione di chi vuole dimostrare di esserci, con idee e persone di valore. Qualcuno immaginava che ci saremmo fermati prima del traguardo, e invece è accaduto l’esatto contrario: Noi Moderati è cresciuto, è più radicato e più forte di prima. Abbiamo il dovere politico e morale di portare in alto il nostro simbolo e il nostro progetto. Le nostre liste sono composte da professionisti, esponenti della società civile, giovani motivati e figure di grande esperienza. Faremo bene, e daremo un contributo decisivo alla vittoria del centrodestra».
In Noi Moderati convivono esperienze diverse ma con radici solide nella storia politica della Campania. Quanto conta questa eredità?
«Conta moltissimo. In Noi Moderati c’è chi ha avuto un ruolo importante nella storia politica di questa regione: penso alla nostra segretaria Mara Carfagna, già ministro per il Sud, che alle regionali del 2010 raccolse 60mila preferenze, un risultato storico che nessuno prima di lei aveva mai raggiunto. Con quel consenso straordinario Mara contribuì in modo decisivo alla vittoria di Stefano Caldoro e del centrodestra».
Che clima respira in Campania? C’è entusiasmo intorno al centrodestra?
«Assolutamente sì. In ogni iniziativa si avverte entusiasmo, partecipazione, fiducia. La gente è stanca di un sistema di potere che ha premiato la fedeltà invece del merito. Anni di gestione clientelare hanno impoverito la Campania e mortificato le energie migliori. Basta guardare i numeri: siamo ultimi in Sanità, indietro nei trasporti, in ritardo sulla programmazione. I cittadini chiedono un cambio di passo, e lo chiedono a gran voce».
Quali saranno le vostre priorità in caso di vittoria per la Campania?
«La prima è la sanità. È un tema che riguarda tutti, senza distinzione di territorio o reddito. Il nostro candidato presidente, il viceministro deggli Esteri Edmondo Cirielli, è stato chiarissimo: nei primi cento giorni metterà mano alla riforma del sistema sanitario regionale istituendo anche un Garante per i cittadini che vigili sulla qualità dei servizi, sulla trasparenza delle liste d’attesa e sul rispetto dei diritti. Non è uno slogan: è un impegno preciso che – come Noi Moderati – condividiamo pienamente».
Roberto Fico, alla guida del fronte progressista, dopo la ritrovata intesa col governatore uscente De Luca, è un candidato difficile da battere…
«Fico non viene percepito dai cittadini come il vero candidato del centrosinistra. E’ evidente a tutti il fatto che sia un prestanome politico: di Manfredi, sindaco di Napoli, e naturalmente di De Luca. Se togli al centrosinistra, e quindi allo stesso Fico, tutto il sistema di potere e l’apparato clientelare costruito in questi anni, non resta nulla. Se si votasse in piena libertà, senza condizionamenti di questo tipo, il centrodestra vincerebbe a mani basse».
Perché un elettore di centro dovrebbe scegliere proprio Noi Moderati?
«Perché siamo gli unici veri moderati, non solo nel nome. In Noi Moderati trovano casa i cattolici popolari, i liberali, chi crede nella politica come servizio. Il nostro leader nazionale, Maurizio Lupi, rappresenta questa tradizione: serietà, equilibrio, concretezza. Altrove vedo solo accozzaglie e sigle improvvisate che hanno cancellato la storia dei grandi partiti di ispirazione democratica. Noi, invece, quella storia la onoriamo e la portiamo avanti».
Moderati sì, ma fermi sui principi. Su quali temi intendete battervi con più forza?
«Sulla difesa della famiglia, sul sostegno al ceto medio, sull’impresa e sul lavoro vero. Il ceto medio in Campania è stato penalizzato più che altrove: paga le tasse ma non riceve servizi. Si è fatto troppa propaganda mentre la realtà dice che la nostra regione è agli ultimi posti su quasi tutto. Noi vogliamo invertire questa tendenza, e lo faremo con serietà e con una visione moderna della Regione».
Temete l’astensionismo?
«L’unico vero nemico è la rassegnazione. Se i cittadini tornano a votare, se decidono di partecipare, sceglieranno il cambiamento. La gente è stufa di promesse e di clientele. È tempo di una politica che torni ad ascoltare e a servire, non a gestire potere. E in Campania il cambiamento vuol dire una cosa sola: votare per il centrodestra».

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