«Noi invadere l’Europa? È ridicolo»

«Ridicole». Così Vladimir Putin bolla le ipotesi di una possibile invasione russa dell’Europa occidentale rilanciate da numerosi politici europei, ad iniziare dall’ineffabile Kaja Kallas, alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ormai prigioniera di quella realtà virtuale che descrive quotidianamente con dovizia di particolari.
«La Russia – ha detto Putin – non intende attaccare l’Europa. Questo per noi suona ridicolo, non l’abbiamo mai pianificato».
Occasione per il presidente russo di intervenire a tutto campo sul tema della guerra in Ucraina, la conferenza stampa tenuta a Bishkek, in occasione della sua visita in Kirghizistan.
Quanto alla bozza di piano di pace messo a punto dall’amministrazione Trump, il presidente russo ha confermato di aver ricevuto il documento messo a punto a Ginevra da ucraini ed americani e che questo può essere una base per un futuro accordo.
Resta, però, una condizione imprescindibile: il riconoscimento internazionale dei “nuovi” territori russi. Ovvero le regioni ucraine conquistate nel corso della guerra. «Alcuni territori – ha detto Putin – si trovano sotto la sovranità russa. In caso di violazione degli accordi, questo costituirà un attacco alla Federazione russa con tutte le conseguenti contromisure da parte della Russia. Oppure sarà percepito come un tentativo di riconquistare territori appartenenti all’Ucraina. Sono cose diverse. Naturalmente, abbiamo bisogno di questo riconoscimento, ma non dall’Ucraina».
Di questo si discuterà la prossima settimana, quando una delegazione statunitense arriverà a Mosca. Confermato un incontro negli Emirati Arabi tra i servizi segreti russi ed ucraini, nulla è trapelato sui contenuti.

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