Porti campani sempre più focali nelle mobilitazioni pro Palestina. Con gli scali portuali che, da snodi commerciali, diventano presidi di vigilanza e pressione contro la guerra a Gaza. A Salerno come a Napoli, l’Unione sindacale di base (Usb) scende in campo e annuncia lo sciopero generale per domani mattina e i presidi nei porti. E lancia un accorato appello ai portuali: «nel caso in cui dovessero arrivare munizioni non caricatele. A Salerno come a Genova non un chiodo deve uscire dai nostri porti».
Obiettivo dei presidi: monitorare il traffico navale e verificare l’eventuale presenza di navi che trasportano munizioni o materiali militari diretti verso Israele. La preoccupazione è che infrastrutture civili possano essere coinvolte nella logistica bellica.
«Chiediamo maggiore trasparenza sulle navi e i carichi in transito diretti verso Israele e l’interruzione dei rapporti commerciali», spiega Paolo Bordino (nella foto) dell’esecutivo regionale di Usb. Annunciato per domani lo sciopero contro il genocidio in Palestina. L’appuntamento è al varco Ponente del porto commerciale di Salerno (via Ligea, ore 9), mentre a Napoli il concentramento è in piazza Mancini (ore 9.30). In programma un altro presidio anche a Sorrento. Iniziative in porti e piazze che si inseriscono in una più ampia mobilitazione nazionale – sono più di di 60 le manifestazioni previste per domani – che «continua a crescere in queste ore, con numeri che saranno senza precedenti in Italia» rivelano da Usb.
Uno sciopero generale per «fermare il genocidio; difendere Gaza; rompere ogni collaborazione con lo stato di Israele; dire “no” alla corsa al riarmo e alla guerra, a fianco della Global Sumud Flotilla partita in queste ore».
Domani, doppia mobilitazione, sciopero e presidio, che partecipazione si aspetta?
«Credo che ci sarà una grande mobilitazione perché questo non è uno sciopero come gli altri, è uno sciopero generale e generalizzato perché alla luce del genocidio perpetrato da Israele sta risvegliando tante coscienze. Il nostro slogan è “bloccare tutto” per un giorno e in queste ore stiamo ricevendo tante adesioni anche di lavoratori non sindacalizzati, di cittadini e di categorie che di solito non scioperano, tanto che abbiamo redatto un manuale».
Si torna in via Ligea?
«Sì. Saremo di nuovo al porto perché Salerno rappresenta uno snodo fondamentale per le navi da e verso Israele, già la scorsa settimana abbiamo presidiato per la notizia del passaggio di alcune navi. Ora al di là del fatto se trasportassero o meno munizioni – la tratta è Marsiglia, Genova, Salerno, Haifa – cosa che nel recente passato è accaduta, Salerno non può essere uno snodo di armi per il genocidio».
Cosa chiedete?
«Ci attiveremo per la richiesta di un protocollo di controllo all’Autorità portuale di Salerno e al Comune per verificare ciò che avviene all’interno della struttura portuale sia per quel che riguarda gli attracchi delle navi dirette ad Israele e i loro carichi che per quanto riguarda i rapporti commerciali, per i quali chiediamo al Governo la sospensione e alle imprese locali il boicottaggio di merci e prodotti israeliani».
I portuali aderiranno?
«Ai lavoratori portuali rivolgo un accorato appello affinchè anche loro possano aderire allo sciopero. Che incrocino le braccia come a Genova. Non un chiodo deve uscire dal nostro porto».

