Niente premio di produzione, braccia incrociate a Pomigliano

Braccia incrociate e la richiesta di proclamare uno sciopero: la decisione del gruppo Stellantis, comunicata ieri mattina, di non erogare il premio annuale di produzione ha portato alla protesta delle tute blu di Pomigliano D’Arco, alle prese da tempo con fermi produzione che si riverberano negativamente sullo stipendio. Già nella mattinata c’era stata una prima richiesta ai sindacati di proclamare uno sciopero ad horas, richiesta rimasta senza seguito per la scarsa adesione incontrata; nel pomeriggio, tuttavia, molti lavoratori del reparto montaggio hanno deciso di incrociare le braccia in segno di protesta contro la decisione dei vertici del gruppo.
Il no di Stellantis all’erogazione del premio di produzione arriva a seguito della pubblicazione dei risultati conseguiti nel 2025, dati che vedono il gruppo chiudere i dodici mesi con ricavi netti pari a 153,5 miliardi di euro, in calo del 2% rispetto al 2024, e con una perdita netta di 22,3 miliardi di euro dovuta a 25,4 miliardi di oneri straordinari per l’intero anno.
Decisione che per quanto ormai attesa, sulla base dei dati parziali e delle comunicazioni aziendali diffuse nei mesi scorsi, ha provocato la dura reazione delle organizzazioni sindacali. Reazione inasprita dalla decisione dell’azienda di non concedere nessun margine di trattative sull’ipotesi di riconoscere almeno parzialmente il premio produttività per il 2025.
«Stellantis ha inoltre respinto la richiesta sindacale di riconoscere almeno un’erogazione una tantum – si legge nella nota congiunta dei sindacati – affermando che tutte le risorse sono oggi impegnate nel tentativo di rilanciare l’azienda, di salvaguardare tutti gli stabilimenti italiani e di superare il ricorso agli ammortizzatori sociali. Esprimiamo grande amarezza per il mancato riconoscimento ai lavoratori di una somma che negli scorsi anni ha costituito una parte significativa della retribuzione, e profonda preoccupazione per il futuro».
Un futuro che resta carico di ombre, considerato che gli effetti degli annunciati investimenti e dei nuovi piani di produzione per Pomigliano e Melfi sono ancora tutti da venire. Mentre il peso dei pessimi risultati dello scorso annio si fa sentire in tutta la sua forza, in particolare sui salari ridotti dei lavoratori.
Proprio per questo lo sguardo dei sindacati si allarga dalle politiche del Gruppo Stellantis a quelle dell’Unione Europea, su cui ricade buona parte delle responsabilità della crisi in cui versa il comparto automobilistico del Vecchio Continente.
«Ci auguriamo inoltre – concludono i sindacati – che l’Unione Europea sia capace di ammettere gli errori commessi nel regolamentare la transizione all’elettrico, errori che hanno innescato nel settore automotive una crisi senza precedenti e che devono essere corretti prima che sia troppo tardi».

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