Un’ondata di cordoglio attraversa istituzioni, politica e mondo della ricerca per la scomparsa di Luigi Nicolais. «Oggi il nostro Paese perde uno scienziato autorevole, una figura di riferimento per la comunità scientifica nazionale e internazionale e un politico capace che ha dedicato la sua vita all’innovazione e al progresso», ha detto l’ex premier Romano Prodi, nel cui governo l’ingegnere partenopeo fu ministro. Cordoglio anche da Clemente Mastella, che ha richiamato la comune esperienza nel governo Prodi, definendo Nicolais «scienziato importante e protagonista della cultura napoletana». La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha sottolineato come Nicolais abbia lasciato «un’impronta indelebile nella comunità scientifica italiana e internazionale». Il Consiglio Nazionale delle Ricerche, che Nicolais guidò dal 2012 al 2016, ne ha ricordato il valore scientifico e umano, evidenziando il contributo alla valorizzazione della ricerca italiana ed europea nel contesto globale. Dalla Regione Campania il presidente Roberto Fico ha parlato di «scienziato conosciuto a livello internazionale, innovatore e riferimento per generazioni di studiosi» richiamandone competenza, garbo e serietà. Napoli e l’università Università Federico II ne rivendicano il profilo di maestro: il sindaco Gaetano Manfredi lo definisce «protagonista assoluto» e «innovatore lungimirante» mentre l’Ateneo sottolinea la capacità di scoprire talenti e trasformare la scienza in occasioni concrete di crescita e lavoro. Messaggi di cordoglio arrivano anche dal mondo politico regionale, dall’industria, dall’università, dai sindacati e dagli ordini professionali. Un riconoscimento trasversale che restituisce il profilo di un accademico di statura internazionale e, insieme, di un servitore delle istituzioni capace di far dialogare scienza, politica e sviluppo.

