Neo Edizioni, la “follia” al servizio della passione

Neo edizioni è una delle realtà più coraggiose e interessanti del panorama editoriale indipen-dente. Abbiamo intervistato Francesco Coscioni, Angelo Biasela e Alex Piovan per capire come è nata e dove immaginano di andare nei prossimi anni.
La Neo edizioni esiste dal 2008. Che ricordi avete del vostro primo libro?
Francesco – «Un ricordo strepitoso e folle, come dovrebbero essere tutti gli inizi, una specie di festa perenne, dall’idea che ha dato vita a quel progetto editoriale, passando per la ricerca dei testi, la stampa delle copie, alle presentazioni in giro per l’Italia fino a più di un anno dopo dall’uscita del libro. Il primo libro è stato il nostro manifesto, doveva essere così, mettere le cose in chiaro da subito su cosa la Neo avrebbe proposto da lì in poi».
Come è nata questa follia di diventare editori?
Angelo – «Siamo nati coagulando idee, aspirazioni e cattivi propositi sviscerati e metabolizzati nell’arco di dieci anni. Così io e Francesco Coscioni siamo ascesi, dal brodo primordiale in cui sguazzavamo ignari, alle sfere celesti dell’editoria italiana. Finita la sbornia di autoesaltazione, un paio di firme dal notaio ed era spuntata la Neo Edizioni. Qualche anno dopo è arrivato Alex, a chiudere la Santissima Trinità».
Perché “Neo”?
Francesco – «Tre lettere che indicano una macchia sull’epidermide, una macchia congenita oppure disegnata, in ogni caso un segno di riconoscibilità, una piccola parola che indica qualcosa di concreto e corporale. Perché per noi il corpo è fondamentale: la lettura, la scrittura, passano soprattutto attraverso il corpo, non soltanto dalla mente».
Se dico “Libro” che parola vi viene in mente?
Angelo – «Se penso a un libro, penso all’idrogeno. Anzi, all’atomo di idrogeno. L’atomo più elementare in natura: un singolo protone nel nucleo e un elettrone che gli orbita attorno. È il primo elemento della tavola periodica ed è il più presente nell’universo, fondamentale nell’acqua e in tutti i composti organici. Un atomo semplice ed essenziale. Una cosa all’apparenza insignificante che tutto crea e tutto tiene insieme».
Il libro che non avete ancora fatto e che vorreste fare?
Francesco – «Vorrei fare un libro che raccogliesse le parole di tutte le specie che non siamo noi umani: mondo vegetale, mondo animale, mondo minerale. Un libro che fosse capace di intercettare il loro sentire, che riuscisse a tramutarlo in parole per noi intellegibili, per sentire i loro racconti e magari anche cosa pensano di noi. Credo sarebbe un libro mille volte più prezioso e interessante di un libro scritto, ad esempio, da una specie aliena venuta da un altro pianeta».
Dovete rapinare la più inaccessibile delle banche, voi siete in tre, potete portare altri due, chi portate?
Alex – «Rispondere a questa domanda è facile, perché è un piano che stiamo elaborando davvero, viste le condizioni in cui versa l’editoria italiana. La persona che porteremmo con noi per rapinare la più inaccessibile delle banche è senza dubbio Leonardo Notarbartolo. Se non sapete chi è, recuperate Stolen: il furto del secolo su Netflix. Tu però dicevi che abbiamo due posti liberi. Allora, visto che per il colpo è sufficiente Notarbartolo, la seconda persona che invitiamo è Dua Lipa. Che domande».
Se il mondo fosse un libro, questo mondo, che genere di libro sarebbe?
Alex – «Un romanzo distopico, ovviamente. Non uno in particolare: il romanzo distopico, la somma di tutte le peggiori fantasie aggiornate alla cronaca più recente. A essere seri, però, bisogna riconoscere che le cose non vanno solo male, anzi – ci sono molti ambiti in cui le cose non sono mai andate meglio di oggi, anche se spesso lo dimentichiamo. Quindi ti direi un romanzo distopico con un apparato di notte fittissimo, in stile Infinite Jest ma con una prospettiva alla Factfulness».
Da alcuni anni avete dato vita ad un premio letterario. Dalla prima edizione sono venuti fuori dei romanzi veramente molto belli. Cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo anno?

Angelo – «Nella prima edizione abbiamo scovato tre ottimi romanzi ‒ Spettri Diavoli Cristi Noi di Riccardo Ielmini, L’incredibile storia di Callista Wood che morì otto volte di Manuela Montanaro e GAP – Grottesco Adolescenziale Periferico di Placido Di Stefano ‒ che, poi, sono entrati a pieno titolo nel catalogo della Neo Edizioni. Questo punto è fondamentale: non cerchiamo solo libri da premiare; cerchiamo opere da pubblicare, promuovere e storicizzare all’interno del discorso di ricerca letteraria che portiamo avanti ormai da quasi vent’anni. Nel 2026 andranno in stampa i romanzi Il giardino dei fiori infelici di Nicola Lucchi e Il cielo è nero la terra blu di Rossella Sorbara. Due titoli che ci hanno fatto innamorare per voce autoriale e tensione narrativa. Pubblicheremo anche Fame del mare di Danila Giancipoli che ha vinto, invece, la sezione dedicata alla poesia. Quello che cerchiamo negli autori che presentano le proprie opere è il coraggio, la volontà di mettersi in gioco totalmente. Questo è l’unico punto insindacabile».

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