Napoli, sei contento? Tris all’Inter e primato

La rinascita. Il Napoli riparte, si mette alle spalle la fallimentare missione olandese in Champions League e si riprende il primato in campionato. Nella serata più attesa, contro l’Inter col veleno nella coda per lo Scudetto scippato al fotofinish e lanciatissima per le sette vittorie consecutive, la squadra di Antonio Conte ritrova coraggio, spirito, orgoglio. Supera 3-1 i nerazzurri, si fa beffe dell’emergenza infortuni che continua a mietere vittime illustri (preoccupante lo stop di De Bruyne) e chiude con il sorriso una settimana da incubo. Dal ko di Torino alla risurrezione al Maradona in uno stadio che ritorna a cantare forte, con fierezza. La luce è negli uomini chiave, ritornati a dominare il campo: da Buongiorno a Juan Jesus, da Spinazzola a McTominay e Anguissa. Il trionfo della vecchia guardia, tratti distintivi del Napoli tricolore.
Conte prova a sorprendere l’Inter con Neres centravanti tutto strappi e allunghi per stressare Acerbi. Il Napoli ne perde in riferimenti per sfogare il suo gioco e deve passare da una manovra elaborata. Fin troppo, soprattutto ad inizio partita quando l’Inter, dopo aver sfiorato il vantaggio con un colpo di testa di Bastoni (9’), dà l’impressione di poter fare la partita e colpire quando vuole. Il Napoli, che fa una tremenda fatica nel costruire, dà l’impressione di avere ancora negli occhi e nelle gambe i sei gol di Champions League. Solo un Milinkovic-Savic monumentale su Lautaro tiene in vita gli azzurri (16’). Gli azzurri non creano pericoli, si affacciano nell’area nerazzurra ma fanno fatica ad avere occasioni nitide. Al 29’ l’episodio che sblocca il match: Anguissa libera Di Lorenzo messo giù ingenuamente da Mkhitaryan. Contatto flebile, fischiato con ritardo da Mariani ma confermato dal Var. De Bruyne è freddissimo ma al momento della conclusione sente il quadricipite della coscia destra cedere (33’). L’esultanza si trasforma in smorfia di dolore ed imprecazioni di squadra, Conte e tutto il Maradona. Il belga esce sorretto dai sanitari. Il Napoli riparte da Olivera, l’Inter da Zielinski al posto dell’infortunato Mkhitaryan. Il finale di tempo è un assedio nerazzurro: Bastoni colpisce la traversa (41’), Calhanoglu sbatte su Milinkovic-Savic (45’), Dumfries prende il palo (48’).
La ripresa si apre con l’occasionissima di Calhanoglu (48’). Poi salgono in cattedra i due pilastri del Napoli: McTominay è straordinario nella coordinazione e conclusione al volo che fa secco in diagonale Sommer (54’), Anguissa è straripante nell’allungo che gli consente di spaccare in due l’Inter e piazzare il sinistro all’incrocio del tris (67’). Nel mezzo, l’unico sussulto nerazzurro è il penalty trasformato con freddezza da Calhanoglu per fallo di mano di Buongiorno (59’). Poi il Napoli si siede con esperienza e non si lascia impensierire da un Inter frenetica, nervosa. Gli azzurri sorridono e si riprendono la vetta.

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