Napoli, riecco il Comandante Sarri. La storia di un amore fermatasi ai piedi del “Palazzo”

Un amore mai sopito. Una storia passionale, tormentata, impressa nel cuore nella mente dei protagonisti e dell’ambiente ma senza il marchio a fuoco di quello Scudetto meritato per la bellezza di un gioco senza tempo. Il Napoli riannoda il filo con il suo passato e ritrova Maurizio Sarri, il comandante, l’uomo della “presa del palazzo” fermatasi proprio sul più bello. Una rimonta straordinaria, la gioia grandissima della vittoria di misura allo scadere con la Juventus e poi il crollo di Firenze. A vincere fu la Juventus, al Napoli rimasero i rimpianti e quel logotitolo di “Scudetto del bel gioco” cancellata solo con i trionfi prima di Luciano Spalletti e poi di Antonio Conte. Di Sarri a Napoli restano immagini nitidissime, sbiadite solo dalle modalità di un addio prima destinazione Chelsea e poi per sedere sulla panchina della Juventus. Ora guida la Lazio e domenica tornerà in panchina dopo un intervento chirurgico che aveva fatto temere sulla sua presenza all’Olimpico. Con De Laurentiis fu amore e odio, con il cielo toccato con un dito prima del brusco risveglio: “Ero in una squadra che ho preso e senza cambiare tanti giocatori abbiamo fatto tante cose – ha raccontato qualche settimana fa ai microfoni del canale ufficiale della lega -. C’erano tutte le cose per innescare il meccanismo giusto, abbiamo fatto un calcio straordinario e divertente. Non abbiamo vinto niente ma abbiamo fatto un viaggio bellissimo. Non so se mi piace la parola “Sarrismo”. Penso che certe caratteristiche bisogna cercare di esaltarle, chiaro che nessuna squadra che ho allenato in seguito poteva giocare come il Napoli”. Poi l’amarezza per quell’epilogo, per lo sprofondo di Firenze dopo la vittoria in rimonta della Juventus con l’Inter e la “favola” dello Scudetto perso in albergo: “Dopo la vittoria allo Stadium, in televisione abbiamo visto cose durante Inter-Juventus che non ci sono piaciute tantissimo, abbiamo avuto la colpa di non essere in grado di giocare il giorno dopo”.Il campo però impone al Napoli di mettere da parte i sentimenti e concentrarsi solo sulla rincorsa a Inter e Milan. All’Olimpico si ripartirà dal 3-4-2-1, con una sola possibile novità di formazione rispetto a Cremona. In difesa Buongiorno insidia Juan Jesus nel terzetto con Rrahmani e Di Lorenzo a protezione di Milinkovic-Savic. In mezzo al campo non si scappa da Politano, Lobotka e McTominay chiamati agli straordinari, così come Spinazzola sulla corsia mancina. Davanti invece Elmas è in vantaggio su Lang, con Neres e Hojlund che sono i due riferimenti offensivi.

Torna in alto