Le parole dall’America hanno aperto il fronte. Il Napoli s’interroga sul futuro. Aurelio De Laurentiis ha messo spalle al muro Antonio Conte. La palla passa al tecnico, concentrato sul finale di stagione, su un secondo posto da mettere al sicuro, oltre a raggiungere l’obiettivo di chiudere la corsa in campo entro le prime quattro e confermare la partecipazione dei partenopei alla prossima Champions League. Poi toccherà all’allenatore di Lecce decidere se «uccidere la propria creatura» per stessa ammissione di De Laurentiis, oppure continuare in azzurro. Un destino che anche ADL vuole conoscere al più presto. L’imprenditore ha scelto di accelerare i tempi e ha chiesto a Conte un incontro a stretto giro. Se la Nazionale è davvero tentazione alla quale è impossibile resistere, il Napoli è pronto a fare un passo indietro, risolvere il proprio legame con il tecnico salentino, per poi virare su un nuovo profilo. Quale? De Laurentiis non ha fatto mai mistero di apprezzare profili come Thiago Motta, Gasperini, Italiano. Il primo è reduce dalla delusione Juventus, gli altri due potrebbero dividersi da Roma e Bologna. Tra gli emergenti piace molto Grosso, protagonista della risalita del Sassuolo. Una tentazione sarebbe quella di ricongiungersi a Sarri e ritornare a costruire insieme un nuovo ciclo, con l’addio ai senatori (Juan Jesus, Spinazzola, Lobotka, Anguissa e Lukaku potrebbero salutare) e dare nuova linfa al progetto tecnico.Intanto, ieri Conte si è concentrato su un’iniziativa dal grande impatto sociale. Il tecnico ha parlato ad alcuni detenuti del carcere di Poggioreale, incontrati nell’ambito del progetto ‘Pensieri di Libertà’, il percorso avviato dall’Università degli Studi Luigi Vanvitelli per costruire occasioni concrete tra detenuti, mondo accademico e figure di rilievo della società civile. «L’errore fa parte del percorso di ogni persona. E poi c’è sempre la possibilità di redimersi e tornare sulla strada». Il tecnico ha poi portato anche il suo esempio, da giovane adolescente in un rione ‘problematico’: «Eravamo tanti ragazzi. Giocavamo tutti insieme, purtroppo alcuni miei amici hanno fatto scelte sbagliate. L’importante è riconoscere cosa non sia andato bene e ripartire. È un concetto fondamentale pure nel calcio. Ho imparato più dalle sconfitte che dalle vittorie. Bisogna sempre rialzarsi e pensare a fare meglio. Credo sia impossibile ricominciare da zero. Non dobbiamo mai dimenticare il passato, solo così possiamo evitare di sbagliare nuovamente».

