Napoli, che sia un Buongiorno. Conte spera e incrocia le dita

Fiato sospeso. “Speriamo non sia niente di grave, altrimenti dobbiamo portarlo a benedire”. L’immagine che stride con il sospiro di sollievo per il folle finale con il Pisa e il timbro sul primato in solitaria in casa Napoli è legata all’uscita dal campo di Alessandro Buongiorno. Nel finale del posticipo di lunedì sera al Maradona, il centrale ex Torino si è nuovamente fermato per un risentimento muscolare alla coscia sinistra che ora tiene tutti col fiato sospeso. La paura nell’ambiente partenopeo è quella di un nuovo stop, tra l’altro nel tour de force che si aprirà con lo scontro diretto di San Siro con il Milan e avrà poi anche la cornice della Champions League per la sfida con lo Sporting Lisbona. Per Buongiorno sarebbe un nuovo intoppo. E soprattutto non il primo. Nella scorsa stagione ha saltato ben quindici partite, prima per la frattura ai processi trasversi di due vertebre lombari, poi per il problema muscolare che lo tenne fuori fino al termine della stagione. Nel precampionato ha faticato e non poco, frenato dallo staff medico per evitare guai peggiori. La sua presenza però si è fatta sentire. A Firenze era stato fondamentale per permettere al Napoli di mettere la sfida in discesa, con il City aveva arginato Haaland fin chi ha potuto. Ora l’attesa è tutta negli esami strumentali, con Conte che, alla luce del recupero di Rrahmani, potrebbe però dare una nuova chance dall’inizio al fido Juan Jesus.
Chi invece rappresenta una certezza nella formazione è Matteo Politano, da ieri napoletano a vita: l’esterno ha rinnovato il suo contratto fino al 2028. I numeri sono da capogiro: 238 presenze in azzurro, realizzando 34 gol e fornendo 35 assist. Con il Napoli ha conquistato due scudetti e una Coppa Italia. Per Conte rappresenta non solo un’arma offensiva ma anche un elemento tattico di indiscusso valore, formando sulla destra una corsia con Di Lorenzo che è stata segreto dei successi partenopei. Anche a discapito di Lang e Neres: i due talentuosi esterni offensivi sono rimasti a guardare con il Pisa, non senza delusione, soprattutto per l’olandese, pronto a subentrare prima del 2-1 firmato Spinazzola.

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