Una nave da crociera ormeggiata al porto di Napoli. Una magia che trasuda storia, presentata via social con l’immagine di Maradona simbolicamente seduto sul posto numero 10 nello stadio che porta il suo nome.
La magia del Centenario rapisce tutti. Napoli strappa le prime lacrime di commozione per una festa che si preannuncia enorme. Manca meno di un mese al compleanno numero 100, eppure l’ambiente è in fibrillazione.
E le parole di Aurelio De Laurentiis sono benzina sul fuoco per accendere la passione. Perché sarà anche una data, quella del primo agosto, che è simbolica.
Eppure il patron fatica a trattenere l’emozione per un momento che si preannuncia spartiacque per la sua esperienza in azzurro: «Celebriamo 100 anni di passione, di identità, di cadute, di rinascita e di successi.
Il calcio a Napoli ha una storia ultracentenaria che risale alla fine dell’800. Siamo passati dai campi della Serie C alla vetrina della Champions, celebrando due scudetti e restando in Europa in 16 delle ultime 17 stagioni, diventando una delle realtà più riconosciute del calcio europeo. Il mio orgoglio più grande è stato rispettare il valore di questo club. Rendendolo competitivo, ma sostenibile.
Questo va sottolineato anche per il futuro».
L’emozione è fortissima, tanto da far commuovere prima l’imprenditore e poi anche la figlia Valentina.
Poi però il focus si sposta sull’attualità.
Si parte dalla scelta di Max Allegri: «Sono contento e fiero di aver dato continuità scegliendo un allenatore che ha vinto tantissimo in Italia e ha raggiunto due finali di Champions League. A Max ho chiesto di farmi comprare un cavallo.
Sia perché è anche il nostro simbolo sia perché mi ricorda di quando andavo a vedere le corse con mio padre».
Poi ci si sposta sul mercato, con paletti rigidissimi: «Abbiamo 47 calciatori e ne dobbiamo piazzare almeno 25 prima di iniziare a parlare, per il momento non dobbiamo comprare nessuno. Se per ogni ruolo abbiamo due o tre sostituzioni, prima bisogna ragionare con chi li deve allenare e dirgli: ‘Sei davvero sicuro che vuoi cambiare qualcuno?’.
Con questi giocatori a disposizione, possiamo ambire a fare grandi cose. Allegri è un aziendalista e sono certo che anche sotto questo aspetto potremo andare d’accordo».

