Mosca, tre colpi di pistola contro il vice capo del Gru

Tre colpi di pistola esplosi da un uomo, una fuga precipitosa, un corpo disteso dinanzi all’ingresso di un appartamento al 24° piano di un edificio in un quartiere settentrionale di Mosca. Una scena che, qualche anno fa, avrebbe evocato gli scontri all’interno della mafia russa, mentre oggi è l’ennesimo capitolo della guerra che si sta combattendo in Ucraino.
L’uomo ferito, infatti, è il generale Vladimir Alexeyev, vice capo del GRU, il servizio informazioni militare. Immediatamente trasportato in ospedale, l’alto ufficiale è stato sottoposto ad un intervento chirurgico e versa in gravi condizioni. Quasi certamente è l’ennesima vittima dei servizi segreti ucraini, impegnati nell’eliminazione di alti ufficiali impegnati in ruoli e compiti di primo piano nel conflitto in corso. E Alexeyev era certamente tra questi.
Nato in Ucraina, nella regione di Vinnytsia, – paradossi della storia! – il generale Alexeyev ha compiuto il suo percorso professionale all’interno delle forze armate sovietiche prima e russe dopo, arrivando ai vertici dell’intelligence militare. Posizione da cui avrebbe giocato un ruolo centrale sia nel fornire supporto informativo alle truppe impegnate nella prima fase del conflitto, sia – e con ben maggiori effetti – alla pianificazione delle campagne di attacchi aerei che hanno drasticamente ridotto le capacità di funzionamento del sistema energetico ucraino.
Altro aspetto interessante è dato dal fatto che Alexeyev ha tenuto i contatti per conto delle forze armate con il Gruppo Wagner fondato da Yevgeny Prigozhin, compagine molto attiva nella prima fase del conflitto. Secondo alcune fonti, in realtà, il generale Alexeyev sarebbe stato uno degli ispiratori della creazione del gruppo e del suo impiego in operazioni in cui era opportuno evitare il coinvolgimento ufficiale di Mosca.

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