Moldavia: vince il Pas tra polemiche e accuse

Il Partito Azione e Solidarietà (Pas) della presidente Maia Sandu vince le elezioni politiche in Moldavia, superando di un soffio il 50% dei consensi e perdendo il 2,5% dei voti rispetto alle elezioni del 2021. Si ferma al 24,3% il Blocco Patriottico, principale coalizione di opposizione, genericamente bollata come filorussa in quanto non allineata alla prospettiva filoatlantica e filoeuropeista del partito di Sandu.
Per la prima volta entrano in parlamento altri partiti oltre il Pas ed il Blocco Patriottico: si tratta di Blocco Alternativa e Democrazia a Casa, quest’ultimo alleato del movimento sovranista rumeno Aur.
L’affermazione del Pas non si traduce in una prospettiva di governo serena: pur avendo conquistato la maggioranza dei seggi, la formazione di Sandu ha un esile vantaggio numerico sulle opposizioni, sarà qundi probabilmente costretta a cercare un’intesa, o quanto meno una desistenza, con una delle forze minori entrate a far parte del nuovo parlamento moldavo. Al Pas vanno 53 seggi, 27 al Blocco Patriottico, 9 ad Alternativa e 6 a Democrazia.
Come prevedibile l’esito del voto non placa la polemica politica in Moldavia: il leader del Blocco Patriottico Igor Dodon ha invitato i suoi sostenitori a scendere in piazza per protestare contro un turno elettorale macchiato – a suo dire – da pesanti condizionamenti. Se da una parte il Pas ha denunciato interferenze russe, Dodon ha ricordato come l’esclusione di alcune formazioni che compongono la coalizione di opposizione a sole ventiquattr’ore dal voto. Contro  Moldova Mare e Cuore della Moldavia – i due partiti esclusi dalla competizione elettorale – accuse di finanziamenti dall’estero e occulti. Ovvero di aver preso soldi da Mosca.

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