Minori e social, Casaburi: «La Campania non resti ferma»

La protezione dei più giovani nell’uso dei social non può essere affidata soltanto alle famiglie. È il punto da cui parte Gabriele Casaburi, responsabile regionale delle Politiche giovanili di Forza Italia Campania, dopo le nuove indicazioni arrivate da Bruxelles e mentre diverse Regioni italiane stanno sperimentando strumenti per limitare i rischi legati all’uso precoce delle piattaforme.
«I minori non possono essere lasciati soli davanti a strumenti costruiti per catturare continuamente la loro attenzione. Servono regole chiare, adeguate alle diverse età, e più responsabilità da parte delle piattaforme», osserva Casaburi.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha indicato una linea che prevede niente social sotto i 13 anni, account personali solo dai 15 e maggiore responsabilità per le grandi aziende tecnologiche. In Lombardia è stato introdotto il patentino digitale nelle scuole, mentre in Veneto si discute di limiti più stringenti all’accesso dei più piccoli.
Per Casaburi, anche la Campania deve interrogarsi su strumenti nuovi. «Credo che Forza Italia possa farsi promotrice di una proposta che rafforzi educazione digitale e tutela dei minori. Le esperienze avviate in altre Regioni dimostrano che si può intervenire in maniera concreta, coinvolgendo scuole, famiglie ed esperti».
Il tema, secondo l’esponente azzurro, non riguarda soltanto il tempo trascorso davanti agli schermi, ma anche la capacità delle piattaforme di orientare comportamenti e contenuti. «Sapere utilizzare uno smartphone non significa conoscere i rischi della rete. Bisogna spiegare ai ragazzi come funzionano algoritmi, sistemi di raccomandazione e intelligenza artificiale».
Particolare attenzione, poi, all’uso dell’IA per la creazione di immagini sessualizzate. «Quando la tecnologia viene utilizzata per violare la dignità di un minore servono strumenti efficaci, tempi di intervento rapidissimi e pene rigidissime per chi produce o diffonde questo tipo di immagini».
Tra le ipotesi che Casaburi considera da approfondire c’è anche quella del patentino digitale. «Può essere un modello interessante, ma prima bisogna capire quale strumento sia più adatto alla realtà campana. Il punto è non fermarsi alle dichiarazioni e costruire iniziative concrete».
Per il responsabile regionale delle Politiche giovanili di Forza Italia Campania, la priorità resta il coinvolgimento delle famiglie e delle scuole. «La tecnologia deve restare uno strumento nelle mani dei ragazzi e non diventare qualcosa che decide per loro. Proteggerli significa renderli più consapevoli e più liberi».

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