Martina De Santis: «Che gioia segnare l’ultimo rigore, una vittoria davvero speciale»

Un rigore per segnare la storia. Per diventare la protagonista di un trionfo epico per la Jomi. Martina De Santis non ha tremato, con il suo gol ha sancito la vittoria della 7^ Coppa Italia del club salernitano.
Sorpasso a Sassari, tabù Erice spezzato e primato nazionale. Ci sono modi decisamente peggiori per superare definitivamente uno stop di oltre 8 mesi.
Un rigore per lasciarsi definitivamente alle spalle un terribile infortunio, un rigore per rifarsi con gli interessi.
Il tuo tiro ha portato la Coppa Italia dei record a Salerno, sentivi il peso della storia sulle tue spalle?
“Poco più di un anno fa ho subito un brutto infortunio, sono stata 8 mesi fuori e rientrare aiutando la mia squadra a conquistare il successo è stata per me fonte di grande felicità. Non sentivo il peso della storia, ho pensato soltanto non tradire la fiducia di compagne e allenatori”.
Che vittoria è stata, che sensazioni hai per un trofeo speciale che segna il primato nazionale?
“E’ una vittoria speciale. Ho avuto modo di giocare a Salerno qualche altra Coppa Italia, dall’ultima vittoria sono passati sei anni, è stata davvero una sensazione indescrivibile riuscire a essere l’autrice dell’ultimo gol che ha deciso questo trionfo. Fatico ancora a trovare le parole per descrivere il mio stato d’animo”.

Finalmente spezzato il tabù Erice, che vinceva da tre edizioni di fila il trofeo e vi aveva sempre battuto sinora in stagione. C’è un sapore ancora più speciale?
“Sì, in stagione non siamo mai riuscite a vincere contro di loro, l’emozione è ancora più forte.
Siamo anche riuscite a dimostrare il nostro valore, il lavoro paga e ha creato un gruppo coeso e unito”.

Hai dovuto fare i conti con un lungo infortunio, come hai passato quel momento e come è stato ritornare in campo?
“Periodo molto difficile, dopo aver scoperto del brutto infortunio al tendine d’Achille e dell’operazione che mi avrebbe tenuto così tanto tempo lontana dalla pallamano e dalle mie compagne è stato un periodo molto pesante, anche per il mio morale. Mi ha aiutato molto il lavoro fatto con fisioterapisti e preparatori atletici.
Il ritorno in campo è stata una liberazione, volevo solo riprendere il pallone in mano giocare, mi sono sentito di nuovo completa al mio rientro”.
In passato l’arrivederci alla Jomi, l’esperienza in Romania, poi il ritorno a casa. Come è andata all’estero e cosa ti ha spinto a rientrare a Salerno?
“Questa è sempre stata casa mia, qui ho imparato tutto. Anche se le esperienze all’estero sono state formative e piacevoli, mio padre ha influito tanto sul mio ritorno: mi ha detto che mi sarei dovuta concentrare anche sugli studi, tornare qui è stata una scelta strategica anche per frequentare l’Università”.
Ora qualche giorno di meritato riposo, poi la ripresa del torneo per la volata scudetto. Saranno ancora Jomi ed Erice a contendersi il tricolore?
“Si approfittiamo della sosta per riprenderci, e recuperare le energie. Poi dovremo tornare a concentrarci, il nostro focus è già proiettato sullo Scudetto.
E’ probabile che dovremmo vedercela nuovamente con Erice, ma dovremo affrontare tante partite prima di pensare ai playoff, ma al di là dell’avversario faremo di tutto per portare il tricolore a casa per il secondo anno consecutivo”.

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