NAPOLI- Dovrebbe essere una seconda casa, un posto sicuro. Purtroppo non sempre è così e non per tutti. Al Sud come al Nord a Pianura come a Mantova. Sempre più spesso a far notizia sono i bambini maltrattati da educatrici o maestre negli asili pubblici o privati. Ieri la notizia della bimba legata alla sedia, nella sala mensa, in una scuola dell’infanzia paritaria del quartiere Pianura di Napoli. Forse la bimba non voleva star ferma, forse stava facendo dei capricci perché non voleva mangiare. Chissà cosa è accaduto, resta il fatto che quell’educatrice, assunta solo da quattro giorni, ha ben pensato di legare la piccola alla sedia con una sciarpa. Non si sa per quanto tempo la bimba sia rimasta così, per fortuna non ha riportato alcuna ferita. Ma quello che resta è la rabbia della mamma e anche della direttrice scolastica che, subito dopo l’accaduto ha licenziato in tronco la donna. A far scattare l’allontanamento dall’educatrice dalla scuola la segnalazione della madre della bambina ai carabinieri che, dopo aver ascoltato il triste racconto, si sono recati immediatamente nelle aule dell’asilo. Non c’è stato però bisogno nemmeno di inoltrare denuncia perché la direttrice, intanto, aveva già preso provvedimenti, e licenziato l’educatrice. Un caso che riporta alla memoria un altro episodio di qualche anno fa, sempre nel Napoletano, quando alcuni bimbi, di appena 5 anni, furono legati con il nastro adesivo a quella che veniva chiamata la “sedia camomilla”, che, secondo la ricostruzione degli inquirenti della Procura di Torre Annunziata, era la punizione riservata ai più irrequieti da parte di due maestre. Bambini non solo costretti a stare seduti, ma addirittura erano bloccati con del nastro adesivo intorno alle mani, con il viso rivolto verso la parete. Una vicenda sconcertante, portata alla luce, anche in quel caso, grazie a due mamme che iniziarono a capire che qualcosa in quell’asilo non andava per via degli insoliti comportamenti dei bambini: dagli incubi notturni alla pipì a letto. Campanelli d’allarme che hanno scattare la denuncia e subito dopo l’indagine della Procura.
