«L’unità non è un dogma». Così Massimo D’Onofrio, che ha appena incassato il sostegno del segretario regionale di Forza Italia Fulvio Martusciello per la sua candidatura a sindaco di Pagani, commenta l’implosione della coalizione di centrodestra in occasione delle amministrative di maggio. Una spaccatura che riguarda tutta la Campania – ad iniziare dai due capoluoghi provinciali chiamati al voto, Avellino e Salerno – ma che in quel di Pagani assume una valenza particolare, considerati i due candidati in campo provenienti dalle fila del centrodestra: un esponente di antica data della destra cittadina – dal Fronte della Gioventù a Fratelli d’Italia – con una solida esperienza amministrativa quale è D’Onofrio e quello messo in campo da Fratelli d’Italia – d’intesa con Lega e Noi Moderati -, ovvero Nicola Campitiello, cognato del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli. Una scelta, quest’ultima, che ha provocato non pochi malumori, anche se nessuno espresso apertamente, anzi.
La sfida elettorale che sta per disputarsi a Pagani ha quindi per il centrodestra tutto il sapore del derby, anche se D’Onofrio punta a smorzare i toni, riconducendo la divisione del centrodestra in Campania ad un normale momento di dialettica politica.
«Ci sono momenti all’interno di una coalizione – dice – in cui l’intesa tra le diverse componenti è più scorrevole, altri in cui è più difficile raggiungere un punto di convergenza. L’unità non è un dogma, pertanto nel momento in cui non c’è convergenza ognuno fa le scelte che ritiene più giuste ed appropriate. È normale dialettica politica».
Una dialettica che non impedisce qualche colpo di fioretto tirato all’indirizzo dell’avversario di oggi, alleato di ieri. «Credo – prosegue D’Onofrio – che quando si affrontano temi legati all’amministrazione degli enti locali ci debba essere una convergenza sui programmi, sulle cose da fare nell’interesse della comunità. In alcuni casi, tuttavia, le scelte che vengono fatte sui programmi e sui nomi risultato essere divisive».
Quale sia il nome “divisivo” ognuno è libero di figurarselo. Da questa constatazione, però, prende avvio il percorso civico su cui ieri è confluita ufficialmente anche Forza Italia. «Sul progetto civico che ho messo in campo – prosegue Massimo D’Onofrio – ho trovato la convergenza di Forza Italia e ne sono onorato. Credo che questa sia la strada migliore per rispondere in maniera efficace alle necessità della città di Pagani, ad iniziare dalla sicurezza e dalla necessità di affrontare la crisi che attanaglia la nostra economia. Rendere più sicura la città significa renderla più attrattiva, dunque portare sviluppo e rilanciare l’economia».
Un obiettivo da perseguire anche aprendosi ad un dialogo più ampio rispetto alle tradizionali appartenenze partitiche: «In questi giorni – conclude D’Onofrio – ho lanciato un appello anche alle forze riformiste, un appello al confronto ed a lavorare nell’interesse della città».
Posizione, questa, perfettamente allineata con quella espressa nei giorni scorsi dal segretario azzurro Martusciello, intenzionato a promuove coalizioni civiche ampie, oltre le tradizionali divisioni di partito. Linea ribadita anche ieri, quando è stata annunciata la scelta di campo fatta a Pagani. «La candidatura di Massimo D’Onofrio – ha detto Fulvio Martusciello – nasce da una scelta costruita sul territorio frutto di ascolto e confronto, non di imposizioni. È il profilo giusto per unire l’area moderata e offrire a Pagani una proposta credibile e radicata. A lui il compito di costruire una coalizione di centro moderata, in linea con la tradizione politica della città».

