Liste d’attesa, De Luca annuncia querela a Report

Vincenzo De Luca è pronto a querelare Report. Il presidente della Regione Campania lo ha annunciato nella giornata di ieri dalla sua tradizionele tribuna televisiva. Nel mirino le anticipazioni sul servizio che Report dovrebbe mandare in onda domenica sera sulla sanità campana e, in particolare, sulle liste d’attesa. Un lavoro d’inchiesta che secondo il governatore sarebbe stato costruito «senza ascoltare le fonti istituzionali», con una serie di «falsificazioni» e con l’intento di «danneggiare» Palazzo Santa Luicia. «Ci prepariamo serenamente, da buoni samaritani, a una prossima querela per diffamazione» ha detto senza giri di parole De Luca. «Non si sente il dovere di parlare con i protagonisti compiendo un atto di cialtroneria professionale. Quando si annuncia un servizio clamoroso sulle liste d’attesa senza aver mai parlato con la Regione Campania, né con i dirigenti che se ne occupano, vuol dire una cosa sola: che si vogliono costruire notizie false». Il presidente della Regione ha ricostruito la sua versione dei fatti. In primis ha ricordato di aver organizzato, mesi fa, un evento pubblico dedicato alle liste d’attesa proprio perché convinto che «tra l’estate e l’autunno ci sarebbero stati tentativi di speculazione». De Luca ha tuonato: «Se davvero si avesse la volontà di capire come funziona il nostro sistema si partirebbe dal Cup, il Centro unico di prenotazione, che registra tutto e rende impossibile qualunque manipolazione». In questo senso il governatore ha ribadito che «in Campania non è manipolabile nulla perché i dati vanno direttamente sul Cup. Da altre parti, invece, si fanno le truffe». Il nodo è tutto lì. De Luca ha rivendicato la trasparenza del sistema informativo regionale e alimentato sospetti sulla trasmissione d’inchiesta della Rai. «Tutti i dati sono pubblici e presenti sul sito della Regione Campania. Invitao giornalisti e osservatori a verificarli direttamente». Il governatore ha parlato con un tono che è stato insieme di sfida e di avvertimento. Da un lato ha sottolineato che la Regione è «serena» e cnon teme il contenuto dell’inchiesta. Dall’altro mettendo in chiaro che non lascerà correre. «Se troveremo un servizio trasmesso durante le elezioni con condizioni di falsificazione e scorrettezza» ha assicurato «procederemo serenamente e rispettosamente per querelare per diffamazione». Una frase che è suonata come l’annuncio di un contenzioso già pronto a essere depositato, qualora le anticipazioni trovassero conferma nel taglio finale del servizio. De Luca ha insistito anche su un altro punto: il mancato coinvolgimento della struttura regionale. «Nessuno ha parlato con noi. E se si vuole raccontare la verità, si ascoltano i protagonisti». Una posizione che ha ripetuto più volte, come a sottolineare che il primo vulnus – secondo lui – sia stato innanzitutto il metodo giornalistico con cui sarebbe stato realizzato il servizio di Report. Ovvero, secondo lui: «Nessun contraddittorio, nessuna richiesta di approfondimento, nessuna intervista ai dirigenti che quotidianamente gestiscono un settore considerato critico in tutta Italia, non solo in Campania». La puntata di Report andrà in onda domenica sera e verterà – secondo quanto trapelato – sulle presunte criticità del sistema sanitario regionale, in particolare sulle modalità di prenotazione e sui tempi di attesa per visite ed esami. Una materia incandescente per qualunque amministrazione e spesso al centro di confronti tra governo nazionale e regioni. La querela, annunciata dal governatore, arriverà subito dopo. Ma la mossa di De Luca, al di là delle forme, racconta un clima di forte irritazione istituzionale e un rapporto ormai molto teso tra la Regione e la trasmissione di Rai3. Una frattura tutt’altro che nuova: già nel 2020, in occasione di un’altra puntata dedicata alla sanità campana, De Luca aveva evocato querele e richieste di risarcimento danni parlando di «vergognosa campagna di aggressione mediatica» e di «falsi clamorosi». Anche allora il confronto si era giocato sul terreno della ricostruzione giornalistica, con il governatore impegnato a smentire punto per punto quanto trasmesso. Oggi la storia sembra ripetersi. E la distanza tra Palazzo Santa Lucia e Report appare più profonda che mai.

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