L’ipotesi De Luca scompagina il centrosinistra salernitano

Com’era facilmente prevedibile la candidatura di Vincenzo De Luca – sussurrata, annunciata, non ancora ufficializzata, ma più concreta di molte fra quelle uscite nelle ultime ore – ha sparigliato le carte sul tavolo della politica non solo nella città capoluogo, ma anche a livello regionale e nazionale.
Mentre il centrodestra sembra rassegnato all’ennesima partita tutta in salita – in cui quasi certamente toccherà a Forza Italia esprimere il candidato sindaco, Guido Milanese e Lello Ciccone i nomi su cui si starebbe ragionando, mentre quello del coordinatore cittadino Fauceglia serebbe solo uno schermo – il centrosinistra è in uno stato che potrebbe essere definito a metà tra l’agitazione e la confusione.
Sul nome di Vincenzo De Luca è arrivato il “niet” delle forze che in occasione della scorsa tornata elettorale hanno sostenuto la corsa a Palazzo di Città di Elisabetta Barone, forze che seppur in via informale hanno già dato avvio ad una serie di incontri esplorativi, tesi a sondare la possibilità di dare vita ad una coalizione alternativa a quella deluchiana. Nessun nome, solo qualche generica indicazione programmatica al momento, ma un punto fermo: nessuna possibilità di replicare il modello del Campo Largo vittorioso alle scorse regionali di novembre se al suo interno dovesse trovare spazio l’ex governatore.
Decisamente più pesante rispetto a cinque anni fa il ruolo del Movimento 5 Stelle che, attraverso la coordinatrice provinciale Virginia Villani, ha definito come «molto difficile» un Campo Largo in salsa salernitana.
Non dalla coalizione che ha portato alla vittoria di Roberto Fico, bensì dallo schieramento che cinque anni fa consentì a Enzo Napoli di conquistare il suo secondo mandato di Sindaco di Salerno propongono di ripartire i centristi di Popolari e Moderati. Ovviamente a condizione che vi sia una volontà di avviare un confronto aperto ed a tutto campo tra le diverse forze politiche chiamate a dare vita a questa coalizione di centrosinistra, seppur in formato ridotto.
Ma chi dovrebbe convocare questo tavolo? In teoria il Partito Democratico, in quanto forza di riferimento delle civiche che portarono Napoli alla vittoria, anche se in realtà in questo momento il ruolo del Pd salernitano appare fin troppo defilato. Del resto non è un mistero per nessuno che lo schema che De Luca senior è intenzionato a riproporre è quello, consolidato, della candidatura civica, senza una lista targata Pd. Mettendo in serio imbarazzo De Luca iunior, segretario regionale dem.
Chi non sembra subire gli effetti destabilizzanti della possibile candidatura di Vincenzo De Luca a sindaco di Salerno è tutta la variegata l’area della sinistra esterna al Campo Largo, un arco di forze che va da Rifondazione Comunista a Potere al Popolo, passando per associazioni e comitati. Un’area che, al momento, starebbe valutando la possibilità di costruire una coalizione alternativa tanto – ovviamente – allo schieramento deluchiano, quanto al Campo Largo, benché in una inedita composizione tutta in salsa salernitana.
Naturalmente le prossime settimane vedranno un’accelerazione di tutti questi movimenti, anche perché solo il prossimo 5 febbraio le dimissioni di Enzo Napoli diventeranno effettive.

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