L’ex Fusco: «In tre anni di settore giovanile mai visto un dirigente»

La stoccata della bandiera granata. “In tre anni di settore giovanile della Salernitana non ho mai visto un dirigente assistere a una partita ufficiale, figuriamoci a un allenamento. E non ho mai avuto il piacere di conoscere il patron Danilo Iervolino”. Luca Fusco non ha bisogno di presentazioni, e raramente parla per piaggeria, ma quando lo fa le sue parole sono sempre dettate dall’amore per la squadra della sua città. Che dopo le infinite battaglie da calciatore e capitano ha difeso anche come tecnico del settore giovanile. Esperienza conclusasi con rammarico, e con più d’una criticità emersa nella gestione di una società che non ha lesinato investimenti, anzi, piuttosto si è mostrata poco attenta ad alcuni aspetti, su tutti quello della crescita dei “suoi” ragazzi. “Non è vero che nel settore giovanile si lavora male, qui sono passati tanti giovani di prospettiva – ha ammesso Fusco, ospite a Zona Cesarini -. Sento spesso parlare di Stendardo come allenatore papabile in caso di esonero di Raffaele, ma mi chiesto se conoscono che tipo di allenatore sia, che idea di calcio abbia in mente. Non credo che a Benevento con Floro Flores non sapessero con Floro Flores chi mettevano sulla panchina. Non parlo di mio figlio, ma penso a Nunziata, che con la Cavese ha già 25 presenze, è un classe 2007 ed è seguito da squadre di categorie superiori, così come penso a Sfait, Di Vico, Boncori, il mio timore è che non li conoscano, non che questa società non voglia investire, sennò a gennaio non sarebbero arrivati calciatori come Lescano, Gyabuua o Berra”. Infine una curiosità sul suo arrivo sulla panchina della Primavera. “E’ stato merito di Morgan De Sanctis, abbiamo fatto le nazionali giovanili insieme. Mi chiamò, mi chiese di dargli una mano, e non avevo mai fatto prima il settore giovanile, ma a lui non gli fu più dato modo di mettere mano nel settore giovanile, chiedendogli di pensare solo alla prima squadra. Ma di giovani bravi ne sono passati da queste parti…”.

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