NAPOLI- Ex base Nato, Bagnoli volta pagina. L’area già destinata a funzioni militari diventa il polo campano dell’audiovisivo. Un investimento di 60 milioni di euro che ha portato alla realizzazione della scuola regionale dell’audiovisivo “Francesco Rosi”, prima scuola pubblica del Sud Italia per la formazione e l’aggiornamento dei professionisti del cinema, e di un cineporto con spazi dedicati alle necessità logistiche (dal casting, alla sartoria e all’attrezzeria). Un distretto diffuso fra Napoli e Salerno, dove è prevista una piscina per le riprese acquatiche ed un cineporto. Ieri il taglio del nastro con il governatore uscente della Campania Vincenzo De Luca. «Qui nell’ex Base Nato creiamo il polo dell’audiovisivo – dice – lo facciamo con un investimento da 60 milioni di euro, che deve continuare nel vicino futuro. Un investimento strategico del governo regionale che fa seguito alla legge regionale sul cinema del 2016 che ha portato alla realizzazione di
una struttura dedicata alle attività produttive e alla formazione dei giovani nei mestieri del cinema, teatrali, televisivi». Durante la cerimonia inaugurale è stato illustrato il progetto finanziato dalla Regione, con un investimento a valere sui fondi Fsc 2021/2027, che include l’avvio delle attività della scuola regionale dell’Audiovisivo “Francesco Rosi” realizzata nella nuova struttura polifunzionale di 2 mila metri quadrati. Presenti, tra gli altri, anche Antonio Marciano, presidente della fondazione Campania Welfare, Titta Fiore, presidente della Film Commission Regione Campania, il direttore Maurizio Gemma e l’attrice, autrice e produttrice Carolina Rosi. Nel distretto anche uno spazio attrezzato per il “co-working”, con sale riunioni, area proiezione, desk operativi e punti ristoro attraverso cui facilitare e stimolare l’incontro e le possibili connessioni tra le figure professionali e le aziende operanti in Campania in ambiti e servizi differenziati del settore audiovisivo. «Oggi inauguriamo un polo dell’audiovisivo che non c’era e non c’è in tutto il Mezzogiorno d’Italia» – evidenzia Titta Fiore un polo, per il quale sono stati impegnati finora 7 milioni e mezzo di euro che comprende un cineporto, utile per l’accoglienza delle imprese che arrivano dall’esterno ma anche delle imprese che nascono e lavorano sul nostro territorio e la scuola regionale». Per Giuseppe Gaeta, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, il distretto rappresenta un progetto più ampio che ingloba anche la scuola e l’università.
