Le mani della camorra sul servizio ambulanze

Le mani della camorra sul futuro ospedale di Castellammare di Stabia e le mani della Direzione distrettuale antimafia di Napoli sul clan D’Alessandro.
Dopo il blitz di martedì scorso, sono state arrestate altre due persone ritenute rispettivamente un prestanome del clan e un presunto affiliato. Si tratta di Daniele Amendola e Luigi Staiano, di 45 e 37 anni, ai quali sono contestati i reati di trasferimento fraudolento di valori, illecita concorrenza con violenza e minaccia nonché tentata estorsione, delitti aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il clan camorristico D’Alessandro.
Da questo secondo filone di inchiesta, che nasce da quello principale che un mese fa ha commissariato la società calcistica della Juve Stabia, è emerso che il clan aveva di fatto il controllo del servizio del 118 e delle ambulanze. «Una gestione – scrive la Dda – attuata in maniera occulta e in regime di monopolio». Tanto che sono almeno tre gli episodi accertati tra aprile e luglio 2021 in cui trasferivano a casa pazienti morti in ospedale facendoli risultare ancora vivi. Il trasporto avveniva a bordo delle ambulanze della società che – secondo gli inquirenti – sarebbe riconducibile al clan D’Alessandro.
Nell’ordinanza di arresto firmata dal gip del tribunale di Torre Annunziata, è stato disposto anche il sequestro della società in odore di camorra che, pur di garantirsi il monopolio della gestione del servizio del 118 in ospedale, avrebbe minacciato ripetutamente altri imprenditori del settore.
Intanto, il coordinatore regionale di Avs, Tonino Scala, stabiese doc, ha lanciato un allarme su quanto sta accadendo a Castellammare, sollecitando la magistratura ad estirpare la criminalità dal tessuto sociale ed imprenditoriale della città.

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