La nuova “partita” di Manfredi

NAPOLI – Parla come sindaco ma ragiona da regista. Gaetano Manfredi torna al centro della scena politica campana con parole nette. Dentro e fuori il campo largo. Da federatore ma anche da rottamatore: «C’è stata una stagione e ora c’è un rinnovamento. Noi avremo un presidente fortemente legittimato dal voto e capace di governare bene la Campania. E questo presidente è Roberto Fico». Una frase che segna di fatto una linea netta di discontinuità con il lungo ciclo di Vincenzo De Luca, definito da molti come un “governatore ombra” anche dopo la scadenza del mandato. Manfredi non alza i toni nel definire il ruolo dell’attuale presidente dopo la vittoria del centrosinistra. Ma il messaggio è più o meno questo: la stagione deluchiana è alle spalle. Il sindaco di Napoli è stato, non a caso, uno dei primi a credere e a lanciare la candidatura di Fico per la presidenza di Palazzo Santa Lucia. Il campo largo, proprio con la sua elezione nel 2021 a Palazzo San Giacomo, ha trovato la prima vera prova di coesione. Oggi quella formula torna come modello per la Regione. Un modello vincente per Manfredi: «Penso che la Campania sia fortemente radicata nel centrosinistra. I dati che abbiamo sono molto positivi. Vedo un grande consenso. La democrazia è competizione ma vinceremo, e vinceremo bene». Dichiarazioni che hanno un orizzonte politico nazionale. In molti nel Partito Democratico – e non solo – vedono nel sindaco di Napoli una figura di equilibrio e di prospettiva capace di tenere insieme le anime del campo progressista. Manfredi non si sbilancia ma il suo profilo – amministratore pragmatico, europeista, lontano dai personalismi – è già in campo per giocare la partita della leadership futura del centrosinistra. E le elezioni politiche del 2027 non sono poi così lontane.

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