Juve Stabia, notte magica: Cacciamani stende il Palermo

Vittoria di maturità. Un calcio alle paure e la voglia di continuare a sognare che ritorna a farsi largo tra i tifosi. Il Romeo Menti continua ad essere il segreto della Juve Stabia. Le vespe colpiscono ancora tra le mura amiche. La vittima illustre questa volta è il Palermo di Filippo Inzaghi. Un successo meritato per i gialloblu di Ignazio Abate che mandano al tappeto i rosanero con una prestazione solidissima. Decide una giocata da applausi di Cacciamani quasi sul gong del primo tempo. Poi un secondo tempo di gestione, contenendo senza grossi patemi tutte le frecce lanciate da Inzaghi sul terreno di gioco. Alla fine festeggia Abate ma soprattutto respira l’ambiente dopo giorni non facili. E la classifica dice sesto posto con diciassette punti, con la gara con il Bari da recuperare.
Abate sorprende e lancia nel 3-5-2 Cacciamani sulla corsia sinistra ma soprattutto si affida all’esperienza di Gabrielloni in attacco. La partenza delle vespe è veemente: Mosti impegna subito dalla distanza Joronen che respinge lateralmente (2’). Il Palermo si scuote dopo il pericolo e aumenta i giri del motore: Augello sfiora l’eurogol (5’), Ranocchia grazia Confente (7’). La Juve Stabia però tiene bene il campo, respinge gli assalti dei rosanero e con il passare dei minuti fiuta la possibilità di poter far male ai rosanero. Gabrielloni e Candellone mettono i brividi alla difesa siciliana. Brunori manca non di molto il super gol dai 20 metri (33’). La partita cambia inerzia al 38’: Pierozzi scivola, Caacciamani dribbla Bani e fulmina Joronen (38’). Il Menti ruggisce e la Juve Stabia addirittura sente la possibilità di mandare al tappeto il Palermo, salvato dall’intervallo e da Augello che mura Carissoni a botta sicura (42’).
Nella ripresa la prima chance è firmata Ruggero che calcia fuori da buona posizione (48’). Il Palermo è tutto in una punizione da limite di Brunori senza esito (52’).
La Juve Stabia soffoca le idee ad un Palermo che si affida anche alla panchina per provare a cambiare l’esito di un match tutt’altro che scontato. La partita va avanti a suon di mosse e contromosse: Abate richiama uno stremato Gabrielloni per Burnete e poi Pierobon per Leone. All’assedio confuso dei rosanero, le vespe rispondono con la traversa di Giorgini che stoppa la Juve Stabia dal colpo di grazia (84’). Il Palermo perde la testa, con l’espulsione di Ranocchia per proteste. Le vespe gestiscono e poi festeggiano una vittoria pesantissima.

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