Dopo lo Scudetto della stella, la Coppa Italia dei record. Quella che permette alla signora della pallamano italiana di diventare la formazione più vincente della competizione. Il settimo titolo vale infatti l’agognato sorpasso a Sassari, staccata dopo anni di coabitazione a quota sei, e fa entrare ancora di più nell’olimpo dello sport la Jomi Salerno. Era dal 2020 che mancava il trionfo del definitivo sorpasso, arrivato nel pomeriggio di domenica al termine di una finale emozionante e vissuta sul filo dell’equilibrio contro Erice, reduce da tre successi di fila e autentica bestia nera in stagione della Jomi. Al PlayHall di Riccione ci vogliono i tiri di rigore per chiudere la contesa, dopo una gara a dir poco combattuta, con entrambe le squadre che hanno lasciato davvero tutto sul parquet dell’impianto romagnolo. Dopo un quarto d’ora Salerno è avanti 5-7, ma Erice risponde con un parziale di 3-1 che riporta il punteggio in parità sull’8-8 al 25′. Si va al riposo sul 10-10, risultato che fotografa perfettamente l’andamento di una gara giocata colpo su colpo. Nella seconda frazione la formazione di coach Chirut tenta la fuga: al 46′ Mangone realizza il 15-18 e la squadra guidata da coach Chirut arriva fino al +4 grazie a Gislimberti. Erice, però, non molla e torna sotto fino al 21-22 a cinque minuti dal termine. Nel finale incandescente, dopo il 22-24 e il 23-24 firmato da Gandulfo, Salerno spreca l’ultimo attacco: Iacovello neutralizza Andriichuk e, sull’azione successiva, Barbosa trova il 24-24 che manda la sfida ai supplementari. Anche l’extra time è ricco di emozioni, con Erice avanti 29-28, Nukovic si procura un sette metri che Andriichuk trasforma con freddezza, rinviando tutto ai rigori. Dai sette metri la Jomi è perfetta (5 su 5), con De Santis a mettere il sigillo finale, per Erice pesa l’errore di Ahanda. È festa grande per il club di patron Pisapia, che scrive un’altra pagina memorabile della propria storia e si laurea la squadra più vincente della Coppa Italia.

