
BRUXELLES / MANILA – Dopo ore di trattative e uno stallo che si era protratto fino a tarda serata, i Rappresentanti Permanenti dei 27 hanno raggiunto un accordo sul 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia. L’intesa, arrivata poco dopo la convocazione della riunione straordinaria, prevede il congelamento per 12 mesi del price cap sul petrolio russo, una misura che gli Stati membri hanno deciso di mantenere invariata per garantire stabilità e coesione nella strategia energetica europea. La decisione chiude una fase di incertezza interna all’UE, dove alcuni Paesi avevano chiesto modifiche al tetto, mentre altri spingevano per mantenerlo immutato. Il compromesso raggiunto consente ora di procedere con l’intero pacchetto di misure, che punta a rafforzare la pressione economica su Mosca. Sul fronte diplomatico, intanto, si registra un incontro di peso. A Manila, il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha avuto un colloquio con il segretario di Stato americano Marco Rubio. Durante la riunione, Lavrov ha ribadito la posizione del Cremlino: «L’inammissibilità di un ulteriore armamento del regime di Kiev». Una dichiarazione che conferma la linea dura di Mosca rispetto ai nuovi aiuti militari occidentali all’Ucraina. Nonostante le tensioni, le due delegazioni hanno concordato di concentrare particolare attenzione sulla risoluzione del conflitto, segnale di un tentativo – almeno formale – di mantenere aperto un canale diplomatico. L’intesa europea e il confronto tra Washington e Mosca arrivano in un momento delicato, con la guerra in Ucraina che continua a influenzare equilibri energetici, scambi commerciali e relazioni internazionali. Il congelamento del price cap rappresenta una scelta di continuità, mentre il dialogo tra Lavrov e Rubio evidenzia la complessità di un contesto in cui pressioni militari e tentativi diplomatici procedono in parallelo.
