È emergenza lavoro in Basilicata. Ieri le aziende Las e Lgs della logistica dell’indotto Stellantis di San Nicola di Melfi (Potenza) hanno rifiutato la proposta di proroga fino al 31 dicembre 2025 della cassa integrazione per una cinquantina di lavoratori che a breve riceveranno le lettere di licenziamento. Una decisione comunicata dal consulente aziendale che ha partecipato, da remoto, al tavolo convocato negli uffici del dipartimento alle Attività produttive, dall’assessore regionale Francesco Cupparo, alla presenza dei rappresentanti sindacali, Marco Lomio per la Uilm, Giuseppe Coviello per la Fismic, i delegati delle due sigle e una delegazione di lavoratori, da ieri mattina in presidio nei davanti alla Regione. Inutili i tentativi di far recedere l’azienda dalla sua decisione e di intraprendere un percorso condiviso, nonostante i richiami alla responsabilità da parte dell’assessore, che dopo l’incontro ha annunciato «di informare Stellantis di quanto è accaduto e di proporre l’istituzione, condivisa con i sindacati, di un “bacino di prelazione” dei lavoratori che saranno necessari per le nuove commesse di servizi per il gruppo automobilistico». Per i sindacalisti Della Uilm e della Fismic «ogni nuova opportunità lavorativa che arriverà nell’area industriale di Melfi dovrà tenere conto in via prioritaria proprio di questi lavoratori. C’era la possibilità di accompagnarli, a costo zero, – specificano – in un giusto percorso di transizione, ma l’azienda non ne ha voluto tenere conto».
L’APPELLO. Una notizia che arriva a poche ore dall’accorato appello a “trasferire al governo la vertenza Basilicata” rivolto dal segretario regionale della Cgil, Fernando Mega, al presidente regione Vito Bardi prima dell’assemblea sindacale al Park Hotel, alla presenza del segretario nazionale, Daniela Barbaresi. Dall’automotive alle estrazioni petrolifere la Cgil invita ad «una coraggiosa presa d’atto» alla luce della drammatica situazione che sta vivendo il comparto industriale lucano. «Che ognuno faccia la propria parte dalla Regione a Confindustria, dalle associazioni datoriali alle organizzazioni sindacali e alla politica lucana. Si prenda atto della gravità della situazione e si apra presso il governo nazionale una vertenza Basilicata» dice dalla sala del Park Hotel durante prima dell’assemblea con i segretari generali delle categorie Cgil, i delegati e le delegate, convocati per discutere della mobilitazione nazionale e territoriale per Gaza.
LA CRISI. Parla di crisi occupazionale senza precedenti, Mega, nel delineare il quadro della situazione da Stellantis alla Smartpaper. «La crisi della Stellantis di Melfi e dell’indotto si acuisce, con circa 2500 lavoratori in meno negli ultimi anni e piani industriali debolissimi, adesso anche la Smartpaper – sottolinea il segretario – realtà imprenditoriale storica del Potentino, oggi rischia di lasciare a casa oltre 300 lavoratori e lavoratrici, chiudendo le sedi storiche di Sant’Angelo Le Fratte e Tito. Un declino che non può essere arginato da «finte reindustralizzazioni o dalla reiterata cassa integrazione straordinaria». Per la Cgil è tutto il comparto industriale della provincia di Potenza a soffrire e in dismissione. Snocciola numeri e dati il numero uno della Cgil in Basilicata, precisando che «la produzione di Stellantis è quasi ferma» e che «si continua a procedere con la cassa integrazione e gli incentivi all’esodo». «Si lavora si e no tre giorni al mese e gli esuberi in Stellantis – denuncia il sindacalista – considerando l’indotto, sono molto superiori ai numeri forniti dall’azienda, considerato che nel solo stabilimento di Melfi si è passati da 7000 dipendenti a 5040». E sulla vertenza Smart Paper: «la vicenda mette in evidenza tutta la debolezza delle politiche industriali finora adottate, dove l’Enel tradisce il territorio favorendo un bando di delocalizzazione che di fatto mette a rischio centinaia di posti di lavoro, e che non può essere risolta con enunciazioni populistiche fuori dal loggione di viale Verrastro» conclude riferendosi al palazzo della Regione.
LA MOBILITAZIONE PER GAZA. Al centro dell’assemblea anche la mobilitazione nazionale e territoriale per Gaza e la manifestazione nazionale a Roma, in calendario il 25 ottobre. «Questo Sud è completamente dimenticato dal governo nazionale – commenta la segretaria nazionale Barbaresi – dobbiamo porre al centro dell’attenzione i problemi dei territori, la crisi industriale, gli ammortizzatori sociali che stanno crescendo. Il 25 ottobre ci sarà una grande manifestazione nazionale perché abbiamo bisogno di aprire una agenda sociale».

