Independiente Zona Orientale, il Calcio Popolare sfida la modernità

Rincorrere, appresso da un pallone, valori ed ideali che la modernità ha fagocitato con rara ingordigia. Tra stipendi da capogiro, campionati spezzatino, competizioni decise da tribunali prima ancora che dai gol dei propri bomber per un sistema che rischia sempre più velocemente di collassare su sé stesso, c’è ancora spazio per un’utopia. Quella che il calcio di una volta, della gente per davvero e non per mero spot commerciale scelto da leghe professionistiche sempre più distanti dai tifosi, oggi considerati con estrema facilità fruitori (nella migliore delle ipotesi) se non addirittura clienti, possa rappresentare un’oasi felice. È nato nelle scorse settimane a Salerno l’Indipendiente Zona Orientale Calcio Popolare, nuova realtà di un fenomeno in costante ascesa e che anche in Campania inizia a registrare numeri importanti. “Un progetto sportivo e sociale costruito dal basso, antifascista, antirazzista, antisessista e contro il calcio moderno. Un’iniziativa collettiva che punta a creare uno spazio aperto, libero e accessibile, in cui lo sport diventi strumento di partecipazione, aggregazione e trasformazione”, recita il comunicato con il quale il collettivo sorto sulla scorta della Zona Orientale Rugby ha inteso spiegare la sua missione.
Riscatto, partecipazione, perché no anche riqualificazione, tenendo conto del già prezioso lavoro svolto dal sodalizio della palla ovale nei primi dieci anni di attività per ripristinare il Campo “24 Maggio 1999”, sito nel quartiere Sant’Eustachio, tra quelli con il maggior disagio sociale della città.
Ed è proprio in questo contesto che l’Independiente, nome argentino e logo volutamente ispirato alla “Palla di pezza” della Salernitana di Antonio Lombardi, con un polipo e un faro a ribadire le proprie radici, vuole agire.
In campo e/o negli spogliatoi, non fa differenza, l’obiettivo della formazione che si è recentemente iscritta al campionato CSI (ieri pomeriggio, alla prima partita del torneo contro il Rota F.C. la squadra salernitana ha fissato lo score sul 2-2 finale) è quello di decostruire atteggiamenti sessisti, razzisti, prevaricatori, rivendicando il diritto allo sport e l’offerta alla comunità di spazi educativi liberi e accessibili a tutti. Nei giorni scorsi, dopo diversi open-day e sedute di preparazione atletica, la formazione ha disputato anche la sua prima amichevole, contro lo Scafati United, altra realtà “popolare” che dopo diverse stagioni nel campionato CSI si confronterà quest’anno con il campionato di Terza Categoria. L’iniziativa non era legata solo al calcio giocato in sé, basti pensare alla performance di “Into the Swing”, che sulla scorta di Jazz For Palestine ha preparato una coreografia per ribadire il proprio “no” al genocidio.
Tappa obbligatoria il terzo tempo in perfetto stile rugbistico, chiusosi tra una birretta e l’altra con la proiezione del documentario realizzato da “Cronache di spogliatoio” sulla storia del Centro Storico Lebowski, squadra fiorentina tra le più longeve e riconosciute realtà di sport popolare in Italia, che ha visto la partecipazione attiva del campione Borja Valero. Diversi i curiosi che si sono affacciati ai balconi per assistere alla sfida, chissà che qualcuno non passi al campo per offrirsi come nuovo atleta dell’Indipendiente.
Requisiti richiesti? Nessuna esperienza pregressa o qualità tecnica particolare, ma solo la voglia di partecipare.

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