Dal tavolo regionale a quelli provinciali: la definizione del quadro politico, delle alleanze e dei candidati in vista delle elezioni amministrative di maggio ritorna sui territori, dopo essere stata avocata al centro. Almeno questa è l’indicazione che arriva al termine dell’incontro tra il segretario regionale del Pd Piero De Luca e il suo omologo del M5S Salvatore Micillo.
«Nel corso dell’incontro – ha dichiarato Piero De Luca – è emersa la comune volontà di costruire un percorso politico condiviso e coordinato, insieme alle altre forze politiche e civiche di centrosinistra con cui siamo in contatto costante». Il segretario dem ha inoltre sottolineato come «il lavoro svolto finora in Campania e a livello nazionale rappresenta un punto di partenza importante per avviare questo percorso anche a livello comunale».
Tutto risolto, dunque? Archiviate le “incomprensioni” che hanno reso difficile il dialogo tra dem e pentastellati, in particolare in quel di Salerno?
Sembrerebbe proprio di sì. Sembrerebbe, se non fosse per una frasetta di poche parole, fatta sapientemente scivolare all’interno della propria dichiarazione dal segretario regionale del Pd. La costruzione di un percorso politico condiviso, chiosa Piero De Luca, ha l’obiettivo di «definire le condizioni per assicurare una guida progressista delle comunità chiamate al voto, dando continuità alle esperienze amministrative positive maturate in questi anni e voltando pagina nei Comuni in cui oggi siamo all’opposizione».
Ed è proprio in quella sottolineatura della volontà di dare continuità «alle esperienze amministrative positive maturate in questi anni» che si ripropone il problema Salerno. Perché chi più di Vincenzo De Luca – ufficiosamente in corsa da settimane per assicurarsi il ritorno a Palazzo di Città – incarna la continuità con le esperienze amministrative del passato?
Continuità che è rifiutata con forza in primis dal Movimento 5 Stelle – la neo assessore regionale Claudia Pecoraro è stata consigliere di opposizione a Salerno in questi anni, ad esempio – e poi da diverse altre componenti del centrosinistra. Lo stesso Micillo in una nota sottolinea che il M5S non accetterà «nessuna fuga in avanti, nessuna scelta calata dall’alto».
In buona sostanza l’incontro tra De Luca e Micillo sembra non aver risolto il vero problema costituito da un lato dalla volonta dell’ex governatore di tornare alla guida di Salerno, dall’altro dal veto sul suo nome posto e ribadito dai cinquestelle e da parte del centrosinistra salernitano.
Intanto Vincenzo De Luca incassa un inatteso sostegno: Arturo Scotto, parlamentare dem vicino alla segretaria Schlein, ho sottolineato che «De Luca è una grande personalità della sinistra campana e del campo progressista, non trovo scandaloso che si faccia avanti per un nuovo mandato da sindaco nella sua città. Insieme a De Luca dobbiamo trovare la soluzione che tenga unito il campo largo: l’unica cosa che non si può fare è mettere la testa sotto la sabbia».

