Il Sumai chiede l’applicazione immediata dell’Air

La delicata situazione della Sanità in Campania deve registrare, purtroppo, l’ennesima emergenza. Sotto i riflettori, la mancata applicazione dell’accordo integrativo regionale da parte dell’azienda sanitaria di Salerno. A lanciare l’allarme è il SUMAI sindacato degli specialisti ambulatoriali il cui segretario provinciale, Ferdinando Ferrara ha dichiarato
«Il nostro contratto è regolato dall’ACN (Accordo Collettivo Nazionale) di categoria e dall’accordo integrativo regionale (AIR), che è un accordo fra le parti firmato dalla parte pubblica, cioè la regione, e la parte sindacale rappresentativa degli specialisti, che siamo noi del SUMAI. L’AIR è stato firmato ad agosto 2024 e pubblicato sul BURC a dicembre 2024 e consente un miglioramento delle performance degli specialisti e un aumento dell’assistenza ai pazienti fragili, attraverso un miglioramento delle prestazioni, tramite anche il raggiungimento di obiettivi e attraverso una serie di piani che vengono attuati nell’interesse del paziente fragile. Purtroppo l’unica azienda sanitaria della Regione Campania, che non ha recepito e che non ha applicato l’accordo integrativo regionale è l’azienda di Salerno».

Cosa significa per chi opera sul territorio? È sempre Ferrara a rispondere. «Questa disparità di trattamento ha portato più di 200 specialisti ambulatoriali a rivalersi nei confronti dell’azienda. In prima battuta quattro magistrati, in due tribunali diversi, hanno condannato l’azienda al pagamento delle spese accessorie. Nonostante ciò a tutt’oggi non siamo riusciti ad ottenere l’applicazione dell’AIR. L’azienda ha inteso invece fare appello a queste sentenze di primo grado. Chiaramente questo crea un disequilibrio all’interno della Regione. Noi abbiamo stranamente i colleghi del Ruggi che lavorano con l’AIR, quindi in modo sicuramente più produttivo, i colleghi invece che lavorano nell’azienda Salerno, non vedono applicato ciò che anche i giudici di prima istanza hanno sancito come oggettivo. Tutto ciò danneggia fortemente sia gli specialisti che i pazienti e rende la nostra azienda meno attrattiva rispetto a quelle vicine, tanto è vero che i turni di specialistica ambulatoriale che vengono pubblicati trimestralmente vanno quasi sempre deserti perchè gli specialisti tendono a trasferirsi nelle aziende vicine. Tutto ciò determina una carenza assistenziale, in un momento in cui il Governatore Fico parla del territorio come al centro dell’assistenza, questo tipo di atteggiamento da parte dell’azienda a noi sembra assolutamente negativo nei confronti della possibilità di assistere i pazienti fragili».

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