Il procuratore Cantone: «Sugli incendi boschivi ipotizziamo una regia dolosa»

«Pluralità di inneschi, difficile pensare alla casualità». Sulle intercettazioni: «Costano, ma fanno risparmiare allo Stato. Senza, molte indagini sarebbero impossibili»

SALERNO – La Procura di Salerno ha aperto un procedimento ipotizzando che dietro la serie di incendi boschivi verificatisi negli ultimi giorni sul territorio possa esserci una regia dolosa. Lo ha annunciato il procuratore Raffaele Cantone, a margine dell’incontro con i giornalisti alla Cittadella giudiziaria. «Abbiamo aspettato che ci venisse portata una serie di annotazioni da parte delle forze di polizia e, all’esito di queste annotazioni, abbiamo iscritto un procedimento ipotizzando che ci possa essere una regia dolosa», ha spiegato Cantone. Il procuratore ha sottolineato che si tratta di un’ipotesi investigativa che dovrà essere verificata: «Adesso dobbiamo capire bene se questa ipotesi venga corroborata. Ci sono una serie di segnali che evidenziano, per esempio, la pluralità degli inneschi, che fa pensare difficilmente alla casualità. Però lo verificheremo all’esito delle indagini». Secondo Cantone, alcuni elementi raccolti dalle forze dell’ordine indicano: inneschi multipli in aree diverse, modalità compatibili con un intervento volontario, assenza di condizioni naturali che possano giustificare l’innesco simultaneo. Elementi che, pur non essendo ancora conclusivi, hanno spinto la Procura ad aprire un fascicolo per approfondire la possibile matrice dolosa. Cantone ha affrontato anche il tema dei codici rossi, segnalazioni di particolare gravità che arrivano alla Procura: «Devo dire, non un’emergenza particolarmente preoccupante, però sono numericamente significativi». Il procuratore ha spiegato che l’ufficio sta monitorando con attenzione l’andamento dei casi, mantenendo un coordinamento costante con le forze dell’ordine e con le strutture sanitarie. Il procedimento sugli incendi boschivi è ora nella fase iniziale: raccolta di ulteriori testimonianze, analisi tecnica dei punti di innesco, confronto con i dati degli incendi degli anni precedenti, eventuale individuazione di collegamenti tra episodi diversi. Cantone ha ribadito che la Procura procederà con «massima attenzione e rigore», valutando ogni elemento utile a chiarire se dietro gli incendi vi sia un’organizzazione o singoli responsabili. Le intercettazioni rappresentano «un costo rilevante per lo Stato», ma allo stesso tempo «un risparmio sotto tanti altri profili». Lo ha ribadito il procuratore di Salerno Raffaele Cantone , incontrando i giornalisti alla Cittadella giudiziaria , rispondendo a una domanda sui costi delle attività di ascolto e captazione. Cantone ha ricordato il recente caso di Napoli , dove grazie a una serie di intercettazioni è stato possibile sequestrare 3 milioni e 200mila euro in contanti : «Un sequestro che dal punto di vista economico è da record. Basterebbe questo per capire quanto le intercettazioni possano generare risparmi e risultati concreti». Il procuratore ha richiamato anche l’attività della Procura salernitana: «Nel nostro piccolo facciamo continuamente sequestri anche significativi. Indagini di questo tipo non potrebbero essere fatte senza intercettazioni». Cantone ha sottolineato che l’ufficio non fa un uso eccessivo dello strumento: «Non siamo una Procura che abusa in termini numerici delle intercettazioni. Le utilizziamo quando è necessario. Non credo che le facciamo più del dovuto». Il procuratore ha evidenziato come le intercettazioni restino decisive soprattutto nelle indagini sulla criminalità organizzata: «È inutile dire che le indagini in materia di criminalità senza intercettazioni non si possono fare. I collaboratori di giustizia recenti sono sempre meno e spesso non sono neanche di grande qualità». Una situazione che, secondo Cantone, rende le intercettazioni «l’unico modo per svelare certe attività» e garantire risultati investigativi concreti.

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