Il  Nobel Devoret per la chiusura di “Racconti del Contemporaneo”

Sarà il premio Nobel per la fisica Michel Henri Devoret a chiudere la decima edizione dei Racconti del Contemporaneo – “Navighiamo su fragili vascelli” -, rassegna costruita quest’anno come una sorta di ideale accompagnamento alla mostra “Infiniti Mondi. Viaggio nella poetica di Fabrizio De André”. Una esposizione diffusa, che ha visto oltre 160 opere distribuite tra Palazzo Fruscione ed alcuni dei luoghi più suggestivi del centro storico, opere con cui si è voluto evidenziare la stringente attualità delle tematiche che hanno caratterizzato la produzione di De André.
A precedere la chiusura della mostra, prevista per il 2 giugno, il doppio appuntamento di domenica e lunedì prossimi. Il 31 maggio Palazzo Fruscione – inizio alle ore 19 – ospiterà l’incontro con il fotografo Guido Harari. Ad aprire l’appuntamento la proiezione di di “Sguardi randagi” del regista Daniele Cini, il documentario che racconta la vita e l’arte di Harari, uno dei più grandi fotografi italiani contemporanei. A seguire Giovanni Fiorentino, tra i principali studiosi di fotografia in Italia, sarà in dialogo con il fotografo e il regista in una serata che ci porterà per mano dentro la storia di alcune delle più iconiche immagini dei protagonisti della scena musicale contemporanea.
Sarà dedicata alle infinite possibilità che nascono dall’incontro – lunedì 1° giugno alle 19 – tra fantasia e scienza la conversazione che avrà per protagonista il premio Nobel Michel Henri Devoret. «Se il cinema nasce dai principi ottici, meccanici e percettivi, – si legge nella nota di presentazione dell’appuntamento – è anche vero che, nel corso del tempo, ha saputo trasformare la fisica in racconto, rendendo visibili concetti complessi come lo spazio-tempo, la gravità, la relatività e i paradossi del reale. Il cinema riesce a mostrare in immagini, suoni e parole la molteplicità delle traiettorie delle particelle, i buchi neri, la granularità della materia mostrando quanto è persino difficile immaginare. Emerge, così, un attraversamento inedito tra sapere scientifico e cultura umanistica, tra ciò che vediamo sullo schermo e ciò che la scienza ci aiuta a pensare».
A dialogare con Devoret sarà Francesco Casetti, Sterling Professor of Humanities and Film and Media Studies della Yale University. Introdurrà l’incontro presidente dell’associazione Tempi Moderni, l’avvocato Marco Russo.

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